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Legnago. Apre lo sportello a tutela delle donne maltrattate.

Pubblicato il martedì 06 Marzo 2018
Apre lo sportello a tutela delle donne maltrattate. Attivato da giovedì 8 marzo, a Legnago, in occasione della Festa della donna, è un servizio di assistenza per tutte le residenti della Bassa vittime di violenze fisiche e psicologiche. Il centro antiviolenza «Legnago donna», creato da Palazzo de' Stefani con altri otto Comuni del territorio, sarà a disposizione gratuitamente di tutti i 25 centri dell'ex UIss 21. Il servizio, finanziato da un contributo regionale, sarà gestito dall'associazione «Mondogira» di Este (Padova). Per poter ricevere assistenza, le vittime possono contattare il numero 392.223.7670. «A questo recapito», evidenzia Miriam Furlan, presidente di Mondogira, «per almeno 10 ore al giorno ci sarà una persona che risponderà alle richieste di aiuto. Ad ogni modo, anche quando non ci sarà l'addetto disponibile, sarà attiva la segreteria telefonica che ci permetterà di ricontattare le interessate. In base alle richieste che perverranno fisseremo i primi colloqui per coloro che necessitano del supporto di un esperto». Oltre che tramite telefono, lo sportello legnaghese sarà raggiungibile anche scrivendo un'email all'indirizzo legnagodonna(a)gmail.com. Contestualmente all'avvio del servizio, l'associazione padovana ha programmato una serie di incontri formativi per volontarie che vorranno operare nel centro in questione. Saranno programmati sei appuntamenti, con tematiche che spazieranno da «lo e la violenza» alle regole sulla riservatezza e la privacy nell'ambito dei servizi territoriali. Il percorso formativo sarà rivolto a donne con più di 25 anni. Per quel che concerne i vari servizi del centro antiviolenza della Bassa, lo sportello opererà in rete con le realtà istituzionali già esistenti, oltre che con i Servizi sociali dei paesi e dell'Ulss 9 Scaligera. Alle donne che si rivolgeranno al consultorio verrà garantito l'anonimato. A loro disposizione ci sarà un gruppo multidisciplinare costituito da operatrici specializzate nell'accoglienza, awocate, psicologhe, assistenti sociali ed educatrici». (da L’Arena)


 
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