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OSPEDALE “MAGALINI” DI VILLAFRANCA

Pubblicato il martedì 03 Luglio 2018
La nuova struttura dell’Ospedale Magalini di Villafranca è stata inaugurata alla presenza del Presidente della Regione Veneto, dott. Luca Zaia, dell’Assessore Regionale Luca Coletto, del Direttore Generale dell’AULSS 9 Scaligera dott. Pietro Girardi, del Vescovo di Verona  Monsignor Giuseppe Zenti e di numerose autorità civili e militari.

BREVE CRONISTORIA. La struttura era stata interessata da un importante incendio nel primo mattino di domenica 23 marzo 2003, e solo grazie al pronto intervento dei soccorritori furono portati in salvo circa una sessantina di degenti presenti in ospedale.
I danni generati da tale incendio richiesero un intervento progettuale importante, per il quale si mobilitarono fino da subito amministratori locali, cittadini, associazioni di volontariato, e  si costituì un comitato per la ricostruzione dell'ospedale.

In tempi stretti venne nominato, con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  l'architetto Antonio Canini quale commissario straordinario per la ricostruzione dell'ospedale e autorizzato l’utilizzo di parte dei fondi regionali ed ex art. 20 già previsti per la realizzazione della programmazione regionale dell'epoca, che prevedeva a Villafranca l'ospedale per acuti di riferimento territoriale per un importo di oltre 70 miliardi di lire


2008-2009: la Regione, in accordo con il Governo, "recupera" il finanziamento di 40 milioni di euro e sblocca tali fondi riattivando l'iter per il progetto esecutivo per la ricostruzione del nuovo ospedale.
18 maggio 2012: inizio lavori di ricostruzione; apre il cantiere per la realizzazione del nuovo ospedale.
15 novembre 2016: ultimazione lavori strutturali.
Anno 2017 primi mesi 2018: completamento dei lavori e  iter acquisizione  attrezzature  sanitarie per l’ apertura dell’ ospedale Magalini.

Il progetto complessivo ha previsto la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica (corpo quintuplo) dedicato all’emergenza, all’attività chirurgica e alle degenze, collegato agli edifici preesistenti dell’Ospedale e la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica da adibire a centrali tecnologiche (corpo  tecnologico) e opere varie di adeguamento, qualificazione delle aree esterne  e messa in sicurezza del monoblocco esistente.

La nuova struttura ospedaliera, denominata corpo quintuplo, vede la collocazione di tutte le funzioni di diagnosi e cura, i servizi e la logistica, ed è collegata funzionalmente al Monoblocco esistente a mezzo di n. 3 corridoi/passerelle , articolata su complessivi 7 livelli (di cui uno dedicato agli impianti), ciascuno delle dimensioni di circa m. 30x100, con una superficie complessiva di circa 31.400 mq e di una elisuperficie in copertura ad una altezza di circa 26,30 m.
Il costo sostenuto per la realizzazione dell’opera è stato di €  37.544.784,12 .
A seguito della consegna della struttura è iniziato l’iter di acquisizione delle attrezzature e della tecnologia necessaria per il funzionamento dell’Ospedale.
PROGRAMMAZIONE REGIONALE DGRV n. 353/2018
Negli ultimi mesi si è concluso l'iter che ha portato all'approvazione da parte della Regione della nuova programmazione ospedaliera a seguito del lavoro concertato con il Comitato dei Sindaci del distretto n. 4 (ambito territoriale ex ulss 22) e Azienda Ulss 9 Scaligera che ha identificato l’Ospedale Magalini di Villafranca quale ospedale per acuti dell’area Ovest Veronese con tutti i servizi e le degenze previsti dalla normativa per svolgere tale ruolo e funzione.
Pertanto la struttura di recente costruzione (corpo quintuplo) è occupata da servizi di diagnosi, cura e di supporto  secondo lo schema seguente:

a) Piano Seminterrato (da est a ovest): magazzini, sottocentrali  idrica e termica, locali servizio pulizie, locali UPS 1 e 2, locali farmacia, mensa, spogliatoi personale, locali depositi, area morgue, deposito.

b) Piano Rialzato (da est ad ovest): camera calda, pronto soccorso con OBI da 10 p.l., locali radiologia d’urgenza, gruppo operatorio con 5 sale operatorie (con classe di sterilità ISO 5) e sterilizzazione e terapia intensiva da 10 p.l. di cui 2 per isolati, zona preparazione e risveglio, ambulatori chirurgici e locali di supporto;

c) Piano Primo (da est a ovest): Area Materno Infantile con n. 20 p.l. di Ostetricia e Ginecologia , n. 4 sale travaglio e parto, sala operatoria complanare per  urgenze ostetriche,  n. 10 p.l. di Pediatria e n. 5 p.l. di patologia neonatale ricavati nel monoblocco esistente e collegati funzionalmente al reparto di pediatria;

d) Piano Secondo : Area chirurgica con 71 p.l. complessivi suddivisi tra chirurgia generale, oculistica, ortopedia e traumatologia, otorinolaringoiatria, urologia, week surgery multidisciplinare.

e) Piano Terzo: Area Medica con 61 p.l. complessivi, suddivisi tra cardiologia, gastroenterologia, medicina generale, geriatria, nefrologia, neurologia, oncologia, pneumologia, oncologia.

f) Piano Quarto: Area Riabilitativa con 10 p.l. ed annesse palestre, Servizio Ambulatoriale di Oncologia, Servizio di Endoscopia digestiva.

g) Piano Quinto: Interamente destinato alle Unità di Trattamento Aria a servizio dell’intera struttura e alla restante dotazione impiantistica.

h) Piano Copertura: con i pannelli fotovoltaici.

i) Piano Elisuperficie

L’ospedale è organizzato secondo una logica di flussi graduali di cittadini che all’ingresso principale al piano terra dell’avancorpo  trovano  gli sportelli multifunzionali, il punto prelievi per gli esami di laboratorio, il centro per donazione del sangue e per le terapie trasfusionali, mentre al primo piano rimangono collocati  il distretto socio-sanitario e la Dialisi.
Dall’avancorpo i cittadini possono accedere al monoblocco (costruzione pre esistente ma riqualificata da punto di vista di normativa antisismica) nel quale si trovano principalmente  i servizi di radiologia, di poliambulatorio specialistico, di pre-ricovero.
Dall’area del monoblocco si accede al nuovo corpo quintuplo attraverso 3 corridoi dove si trovano principalmente le degenze ospedaliere e l’area di urgenza emergenza come sopra specificato.
In tal modo si cerca di contenere il flusso dei cittadini esterni nell’area dell’avancorpo e del monoblocco, mentre verso il corpo quintuplo, sede di degenze e di servizi di emergenza, vi è un filtro “naturale” di accesso.

 
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