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Operatori sociosanitari, 2400 candidati per 1900 posti.

Pubblicato il domenica 16 Settembre 2018
A fronte di 1980 posti previsti nei 66 corsi approvati dalla Regione, sono 2421 gli iscritti alla prova di selezione per aspiranti operatori sociosanitari (Oss). Il 2 ottobre affronteranno la prova scritta (articolata in una serie di quesiti a risposta multipla e aperta), che si svolgerà in diverse sedi del Veneto, compresa Verona. I candidati che la supereranno sosterranno un colloquio mirato a evidenziare la motivazione e l'orientamento al ruolo dell'Oss. Sulla base dei risultati saranno compilate le graduatorie per la composizione dei 66 corsi, che inizieranno a novembre e formeranno nuovi operatori per case di riposo, Centri anziani e disabili, ospedali e servizi territoriali. La programmazione prevede 176 corsi nell'arco del triennio 2017/2019 che, per rispondere al fabbisogno del Veneto, dovranno preparare 5280 nuovi Oss. Per molti giovani e adulti è una concreta prospettiva di occupazione e anche in tempi piuttosto rapidi. Tanti corsisti prima ancora di aver sostenuto l'esame di qualifica, sono stati richiesti per essere impiegati nelle strutture in cui hanno fatto il tirocinio. «La Regione sta investendo molto in un piano organico e di qualificazione degli operatori per l'assistenza — spiega Elena Donazzan, assessore al Lavoro e alla Formazione — con il duplice scopo di garantire servizi di qualità all'utenza e uno sbocco professionale a migliaia di veneti. Gli Oss sono figure cardine della Sanità e del Sociale, indispensabili nell'affiancare medici e infermieri nella cura di anziani, disabili, non autosufficienti e minori e nel garantire la qualità e l'umanità dei servizi. Dal 2002 ad oggi in Veneto sono oltre 30mila gli operatori sociosanitari usciti da quasi 900 corsi, ma siamo ancora lontani dal soddisfare la richiesta — rivela Donazzan —. Evidentemente la prospettiva di un lavoro sicuro nel sistema dei servizi sociosanitari e socio-assistenziali non basta a superare le resistenze verso un mestiere impegnativo dal punto di vista dei carichi e dei turni di lavoro». Non è da sottovalutare nemmeno l'aspetto economico: per ottodieci ore di lavoro al giorno, la retribuzione minima mensile è di 1.479 euro nel pubblico e di 1.436 euro nel privato, stando al contratto nazionale. Le mansioni? L'aiuto al paziente per curare l'igiene personale, vestirsi, andare in bagno, mangiare, prendere i tarmaci prescritti; piccole medicazioni; attività di carattere sociale o domestico-alberghiere, come la sterilizzazione o sanificazione.

 
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