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Abitudini di vita e disturbi gastrointestinali dei ragazzi

Pubblicato il mercoledì 17 Aprile 2019

Nell’ambito delle attività del Dipartimento materno infantile dell'ULSS 9 Scaligera, in collaborazione con l’Università di Verona, è iniziata attivamente un’indagine epidemiologica sulle abitudini di vita e sui disturbi funzionali gastrointestinali dei ragazzi veronesi che frequentano la scuola secondaria di I° grado nella provincia di Verona. Tali disturbi nell'età evolutiva sono le principali cause che spingono i genitori a richiedere una consultazione medica, escluse le patologie di natura infettiva.

Presentano una combinazione variegata di sintomi gastrointestinali, cronici o ricorrenti, non spiegati da alterazioni organiche, cioè oggettivamente evidenziabili. Possono essere differenziati tra loro sulla base della sintomatologia cronica (come nella sindrome del colon irritabile) o acuta (come nel dolore addominale funzionale) oppure per la loro localizzazione nella parte superiore dell’addome (come nella dispepsia o nei disturbi funzionali dell'esofago) o nella parte inferiore (come nella sindrome del colon irritabile). Il loro inquadramento rimane complesso anche alla luce delle sempre più dettagliate evidenze riguardanti le interazioni tra il cervello e l'intestino.

Gli studi finora pubblicati su tale argomento mostrano una prevalenza mondiale di disturbi funzionali gastrointestinali in circa 1-2 bambini e ragazzi su 10; ad essere colpiti sono soprattutto i soggetti in età scolare, con un indice di prevalenza attorno al 20% dei soggetti. Queste condizioni rappresentano quindi importanti problemi di salute pubblica perché piuttosto comuni, disabilitanti (hanno un impatto negativo sulla famiglia e su bambini e ragazzi) e onerose dal punto di vista economico e sociale.

Un aspetto di particolare interesse è la differente percezione del problema: trascurabile per il medico, rilevante per il paziente che sviluppa una sensazione di isolamento sociale. Questa frustrazione è inoltre spesso aumentata dalla mancanza di empatia da parte dei familiari e dei conoscenti, ad esempio per la necessità di andare spesso in bagno o perché il mangiare precipita i sintomi.

Dello studio e del progetto è responsabile il dr. Mauro Cinquetti, Direttore del Dipartimento Materno Infantile, Primario Pediatra dell’AULSS9 Scaligera e Presidente regionale Veneto SIGENP, mentre la parte scientifica sarà curata in collaborazione col prof. Angelo Pietrobelli, docente di Pediatria e docente di Nutrizione clinica presso l’Università degli Studi di Verona. Si tratta di un’ indagine epidemiologica originale, mai eseguita in precedenza con queste caratteristiche nemmeno a livello internazionale, effettuata su una popolazione scolastica delle scuole secondarie di I grado, volta a evidenziare le abitudini e gli stili di vita dei ragazzi veronesi, correlandoli alla eventuale presenza di disturbi funzionali del tubo digerente.

Più dettagliatamente, lo studio si prefigge di verificare la prevalenza dei disturbi funzionali gastrointestinali nei ragazzi veronesi inquadrando le abitudini alimentari, gli stili di vita ed alcuni comportamenti dei soggetti coinvolti, e ricercando un’eventuale correlazione con alcune abitudini dei ragazzi presi in esame, tra cui l’uso e “il vissuto” con lo smartphone, il tipo di alimentazione e l’attività fisica. Grazie alla disponibilità dei Dirigenti scolastici degli Istituti pubblici e privati, nei Comuni di Verona, San Bonifacio e Cologna Veneta, l’indagine è stata presentata nelle scuole ed è da poco avviata. Lo studio si avvale di un questionario anonimo a risposta multipla, che viene compilato in classe dagli studenti delle scuole secondarie di I grado della provincia di Verona, con la previsione di coinvolgere oltre 1.000 studenti, entro la fine della primavera 2019. I primi risultati dell’indagine verranno presentati in una conferenza stampa alla fine della prossima estate e gli stessi saranno oggetto di discussione al prossimo Congresso nazionale della Società italiana di gastroenterologia e nutrizione pediatrica (SIGENP) che si svolgerà a Verona dal 16 al 19 ottobre 2019. Dai dati raccolti sarà approntata una pubblicazione scientifica su rivista medica internazionale e verrà inoltre redatta una tesi di laurea in medicina.

 

 

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