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LA PROSTATA ORA SI CURA CON IL LASER

Pubblicato il mercoledì 17 Luglio 2019 Una nuovissima apparecchiatura laser, molto potente, da qualche tempo ha arricchito la dotazione tecnologica dell’UOC di Urologia dell’Ospedale “Mater Salutis” di Legnago. Si tratta di una tipologia di laser, ad Holmio, che eroga alte energie in grado di trattare sia i calcoli urinari che l’ingrossamento della prostata, la cosiddetta ipertrofia prostatica, patologia molto comune prevalentemente nei soggetti di età avanzata.
«Il laser in urologia - afferma il dr. Pierpaolo Curti, direttore dell’UOC Urologia - non è una novità, ma è ormai una realtà nella maggior parte dei reparti urologici. Noi, infatti, disponevamo già di un laser per il trattamento della calcolosi urinaria, patologia per la quale eseguiamo circa 300 interventi l’anno. Il laser, unitamente a una ricca dotazione di strumenti, rigidi o flessibili, in gran parte a tecnologia digitale, ci permette di operare la calcolosi urinaria senza ricorrere al bisturi, andando a rompere, sbriciolare il calcolo per poi asportarne i frammenti. Più recente, invece, è il suo impiego nella cura dell’ipertrofia prostatica. Questa tecnica, denominata “enucleazione endoscopica della prostata con laser ad Holmio” (HoLEP), è stata recentemente proposta come alternativa chirurgica alla classica “resezione endoscopica” (TURP). Con il nuovo laser è possibile asportare la porzione ingrossata della ghiandola, separandola dalla sua “capsula”. Una tecnica adatta a prostate di ogni grandezza e particolarmente indicata quelle medio-grandi, anche quelle che ad oggi venivano operate “a cielo aperto” proprio per il loro volume».
 
 

Previa anestesia, uno strumento viene introdotto per via naturale fino all’uretra prostatica, sede dell’ostruzione. Attraverso una fibra laser si procede all’enucleazione dell’adenoma, la parte ingrossata da rimuovere, che viene spinto in vescica e ridotto in piccoli frammenti, per poi essere aspirato  tramite uno strumento detto morcellatore. Recenti studi hanno dimostrato che l’utilizzo del laser ad Holmio comporta numerosi vantaggi, come la riduzione delle perdite ematiche e quindi delle trasfusioni, la riduzione dei tempi di cateterizzazione e la riduzione dei tassi di re-intervento. In particolare, la riduzione delle perdite ematiche rende tale procedura particolarmente indicata in pazienti che assumono terapie anticoagulanti o antiaggreganti e in pazienti affetti da disordini della coagulazione.
«Abbiamo già eseguito i primi interventi di questo tipo con estrema soddisfazione prima di tutto dei pazienti, ma anche di noi operatori - spiega il dr. Curti - Normalmente il nostro reparto esegue circa 150 interventi endoscopici all’anno per l’ipertrofia prostatica, quindi contiamo di estendere gradualmente questa tecnologia alla maggior parte dei pazienti, ove indicato. Il nostro reparto, che dirigo ormai da 5 anni e che esegue circa 1500 interventi all’anno, è stato dotato in questi anni di una complessa strumentazione che ne ha fatto uno “stone center” all’avanguardia, grazie anche alla collaborazione con ultra-specialisti della materia di scuola milanese, a un centro di videolaparoscopia avanzato e all’impiego della tecnologia 3D, utilizzata per il trattamento delle neoplasie della prostata, della vescica e del rene. Ora puntiamo ad essere il riferimento aziendale anche nel campo di questa condizione, l’ipertrofia prostatica, benigna per natura ma molto comune e di grande disagio per i pazienti, altrimenti costretti a prolungate e non sempre efficaci terapie mediche».
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