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Preparazione a trattamenti ed esami: percorsi ospedalieri per i più piccoli

L’attività clinica pediatrica persegue l’obiettivo di garantire la prevenzione, la diagnosi e la cura delle principali malattie in età pediatrica fornendo assistenza al paziente minore (0-16 anni) e sostegno alla famiglia nelle difficoltà che possono manifestarsi al momento dell’accoglienza, della degenza e della dimissione del bambino.

 

I percorsi ospedalieri sono una parte fondamentale dell’assistenza sanitaria anche dei più piccoli.

 

Si tratta di procedure e flussi di lavoro che guidano il paziente attraverso il sistema ospedaliero, dalla diagnosi all’intervento chirurgico o al trattamento.

 

All’interno di tale ambito si possono distinguere: percorsi ospedalieri di carattere medico e percorsi ospedalieri di carattere chirurgico.

 

Negli ospedali dell’AULSS 9 vengono seguiti i principi dell’Iniziativa Ospedale Amico del Bambino (BFH), che pongono al centro il mantenimento della diade mamma–neonato, la promozione dell’allattamento esclusivo al seno e l’importanza del contatto pelle a pelle fin dal primo momento di vita.

Il percorso può essere leggermente diverso a seconda delle sue condizioni di salute, ma in ogni caso il legame con la mamma rimane una priorità assoluta.

 

 

Cose da sapere sul percorso ospedaliero del neonato sano:

  1. Contatto pelle a pelle: quando il neonato nasce in buone condizioni, viene posto subito sul petto della madre, pelle a pelle, per favorire calore, sicurezza e avvio naturale dell’allattamento. In accordo con i genitori, vengono quindi effettuate le prime cure di routine (primo bagnetto, somministrazione di vitamina K, instillazione di collirio antibiotico);
  2. Prima visita pediatrica: nelle prime ore di vita, viene eseguita la prima visita con il pediatra del Punto Nascita. Questa valutazione si compone di due parti: valutazione del nuovo nato e ricognizione con i genitori del decorso della gravidanza e di famigliarità di eventuali patologie ereditarie. Durante la permanenza del piccolo in ospedale il Pediatra è presente 24 ore su 24 ed è sempre disponibile per discutere eventuali dubbi e/o difficoltà con i genitori.
  3. Rooming-in con i genitori: Il rooming-in 24 ore su 24 permette di restare insieme giorno e notte, di rispondere prontamente ai bisogni del bambino e di rafforzare il legame mamma–bambino. Il personale infermieristico supporta le mamme e le educa ai primi approcci nell'allattamento e all'esecuzione della spremitura manuale del latte, aiuta i genitori nella gestione del piccolo quali l'igiene (bagnetto, cambio del pannolino, medicazione del moncone ombelicale ecc). Durante la degenza verranno effettuati anche gli screening neonatali.
  4. Dimissione a domicilio: Le dimissioni avvengono preferibilmente al mattino. Alla dimissione viene consegnato il libretto sanitario con all'interno note informative sui parametri del bambino, sul proseguimento dell'allattamento, sulla medicazione dell'ombelico, eventuali farmaci e/o integratori da somministrare al lattante ed eventuali appuntamenti post ricovero ecc. Alla dimissione la mamma viene presa in carico dalla rete di consulenza ostetrica del territorio, inoltre potrebbe essere invitata, su indicazione pediatrica, a controllo in re- parto nei giorni successivi alla dimissione. Nel libretto sanitario del piccolo viene inserita una scheda con i recapiti degli ambulatori, dei distretti e dei consultori.
  5. Follow-up: se il pediatra lo ritiene utile, al momento della dimissione possono essere fissate visite di controllo gratuite, che fanno parte del percorso ospedaliero, entro il mese dalla dimissione. Possono includere esami del sangue, ecografie, controlli della crescita e del peso, o altri accertamenti di completamento.

In alcuni casi, può accadere che il neonato abbia bisogno di un supporto o di cure aggiuntive.

Questa condizione può presentarsi sia al momento della nascita, sia successivamente, durante la permanenza in ospedale.

In queste situazioni, l’obiettivo principale rimane garantire la migliore assistenza possibile al bambino, mantenendo, per quanto possibile, il contatto e la vicinanza con la madre, in linea con i principi dell’Iniziativa Ospedale Amico del Bambino (BFH).

 

Sono previsti due diversi percorsi ospedalieri:

 

MONITORAGGIO NON CONTINUATIVO

Il neonato rimane in rooming-in con la madre. I controlli vengono effettuati dal personale direttamente in stanza, permettendo di mantenere il contatto pelle a pelle e la continuità dell’allattamento.

   

CURE CONTINUATIVE

Il neonato viene accolto nel reparto di Patologia Neonatale, ambiente specializzato e protetto. L’accesso della madre al reparto è garantito in qualsiasi momento della giornata, per favorire la vicinanza, il contatto e l’allattamento al seno. Se l’ingresso in Patologia Neonatale avviene subito dopo la nascita per situazioni di criticità del neonato, il contatto pelle a pelle sarà recuperato in un secondo momento. L'ingresso in Patologia Neonatale solitamente avviene in condizioni di emergenza subito dopo la nascita del bambino, talvolta però possono subentrare quadri clinici che richiedono tali cure anche in un secondo momento.

 

In tutti i percorsi, viene posta la massima attenzione alla salute del neonato e al mantenimento del legame con la madre. Latte materno, contatto pelle a pelle e presenza costante dei genitori sono considerati parte integrante delle cure, nel rispetto delle raccomandazioni internazionali e dei principi BFH.

 

Genitore 2

Negli ospedali dell’AULSS 9 si riconosce il ruolo fondamentale del genitore 2 fin dai primi istanti di vita del bambino.

L’obiettivo è rendere entrambi i genitori protagonisti, sostenendo la diade mamma–neonato e favorendo la nascita di un legame familiare forte e sereno. Questo viene garantito dalla possibilità di accesso del genitore 2 al Punto Nascita 24 ore su 24, senza limitazioni di orario. È anche possibile fermarsi a dormire accanto alla mamma e al bambino, per condividere insieme i primi giorni di vita.

 

Il genitore 2 è invitato a partecipare in modo attivo e concreto alla cura del neonato:

  • Primo bagnetto: momento speciale per prendersi cura del bambino insieme alla mamma;
  • Contatto pelle a pelle: pratica che offre calore, sicurezza e favorisce il legame affettivo anche con il papà/genitore 2;
  • Supporto alla diade mamma-bambino: aiutando nei piccoli gesti quotidiani (cambio pannolino, posizionamento durante l’allattamento, rassicurazione del neonato), il papà/genitore 2 diventa parte integrante del percorso di accoglienza e cura.

Altri visitatori

Gli orari di visita di nonni, fratelli e altri parenti possono variare a seconda dell’ospedale. Le informazioni aggiornate vengono fornite dal personale del reparto, in modo da garantire sempre tranquillità e rispetto dei tempi della mamma e del neonato. È garantito l’accesso a un massimo di 2 persone al giorno, in modo alternato.

 

Orari di visita

Ospedale Giorni Orario Note
Villafranca Lunedì - venerdì 16:00 - 19:00  
Legnago Tutti i giorni 16:00 - 20:00 Permanenza max 45 min per un solo visitatore
San Bonifacio Lunedì - venerdì 19:30 - 20:30  
  Sabato - domenica 16:00 - 17:00  

Situazioni eccezionali saranno valutate in base alle necessità cliniche. Il personale si riserva il diritto di regolamentare gli accessi

Il reparto di Patologia Neonatale è un’area specializzata che accoglie neonati che hanno bisogno di un monitoraggio più attento o di cure specifiche subito dopo la nascita e nei primi giorni di vita. Questo non significa necessariamente che il bambino sia gravemente malato, ma che necessita di un'assistenza temporanea per adattarsi al meglio alla vita fuori dall’utero.

 

L’ambiente è sicuro, controllato e il personale altamente qualificato si prende cura dei piccoli pazienti con competenza e sensibilità, rendendosi disponibile in qualsiasi momento per ulteriori informazioni ed eventuali necessità.

 

Il benessere del bambino e la qualità del servizio offerto richiedono anche la collaborazione dei genitori.

 

NORME DI COMPORTAMENTO

L’ingresso della Patologia Neonatale presenta una zona filtro dove il genitore/caregiver deve adottare delle precauzioni da contatto verso i piccoli ricoverati che sono ad alto rischio per le basse difese immunitarie e per eventuali patologie di base: dovrà indossare una mascherina adeguata al contesto sanitario e i sovrascarpe, togliere eventuali monili, raccogliere i capelli, lavarsi le mani, indossare camice monouso. Nella zona filtro ci sono degli armadietti dove poter depositare gli effetti personali.

Evitare rumori, parlare a bassa voce, utilizzare il meno possibile il telefono che può interferire con le apparecchiature elettromedicali.

Ogni atto di insulti o minacce contro il personale sanitario, che compie un atto d’ufficio o nell’esercizio delle sue funzioni, costituisce reato ed è punito dalla Legge con l’arresto o la reclusione (Art. 341 _ bis C.P.).

 

INGRESSO E PERMANENZA DEI GENITORI

All’ingresso il neonato, in base alle sue condizioni cliniche, verrà posto in una incubatrice neonatale, in un lettino riscaldato o in una cestina e inizierà un monitoraggio continuo dei parametri vitali con specifiche apparecchiature elettromedicali (cardiomonitor o saturimetro).

Il personale favorisce la presenza attiva dei genitori, soprattutto delle mamme, allo scopo di stimolare l’accudimento e l’allattamento al seno del proprio bambino. In loro assenza, è ammessa la presenza di un caregiver individuato.

Il genitore / caregiver che proviene da casa, per accedere alla Patologia Neonatale, deve indossare obbligatoriamente la mascherina.

Alla mamma che presta assistenza 24 ore al proprio bambino, viene offerta una poltrona letto che si trova in “Stanza Nutrici” collocata presso il reparto di Pediatria.

In Stanza Nutrici la mamma può riposare o avere accesso ai servizi igienici dedicati.

Alla mamma è garantito il vassoio per i pasti principali. In stanza nutrici non sono consentite le visite.

Per ciascun bambino ricoverato in Patologia Neonatale può accedere un genitore alla volta senza sostare in zona filtro.

Non è consentito l’ingresso di un genitore/caregiver con sintomi respiratori e febbre a tutela dei neonati ricoverati. Non è consentito l’ingresso di altri familiari o minori.

 

ATTIVITÀ DI REPARTO

L’infermiere in turno si occupa del monitoraggio clinico, della preparazione e somministrazione della terapia, esegue procedure diagnostico-terapeutiche prescritte dal medico, educa il genitore/caregiver in determinate attività nella cura del bambino.

Dalle ore 9.30/10.00 il Medico Pediatra valuta i piccoli ricoverati e aggiorna il genitore sull’andamento clinico e le successive decisioni diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali.

Si propone al genitore la Marsupioterapia che verrà svolta il più frequentemente possibile compatibilmente con la stabilità del bambino e le attività del reparto.

In alcuni casi, prima della dimissione, compatibilmente con la disponibilità di stanze del reparto di Pediatria, si offre la possibilità di un passaggio in una camera di degenza affinché la mamma consolidi le nozioni apprese in Patologia Neonatale e diventi autonoma nella gestione del proprio bambino.

La politica del Baby Friendly Hospital (Ospedale Amico del Bambino) è un'iniziativa promossa dall’OMS e dall’UNICEF per garantire ai neonati e alle loro famiglie il miglior inizio possibile.

 

Significa che l’ospedale adotta pratiche che favoriscono il legame mamma-bambino e promuovono l’allattamento al seno, offrendo supporto competente e rispettoso.

 

Tra queste pratiche ci sono il contatto pelle a pelle subito dopo la nascita, il rooming-in (tenere mamma e neonato insieme 24 ore su 24), e un’assistenza personalizzata che rispetta i bisogni e i tempi di ogni famiglia.

 

L’obiettivo è creare un ambiente accogliente, protetto e centrato sul benessere del neonato e dei suoi genitori.

 

Il riconoscimento di Ospedale Amico del Bambino viene conferito da parte di Unicef dopo una attenta e rigorosa valutazione dell’assistenza da parte del personale sanitario di tutto il percorso nascita.

 

La futura mamma in gravidanza riceverà tutte le informazioni necessarie per vivere con consapevolezza la gravidanza, il parto e il puerperio. Avrà la possibilità di partorire secondo le "Cure Amiche della madre", in presenza di una persona di sua fiducia ed assistita da personale formato secondo le Linee Guida Oms Unicef, in un ambiente sereno e confidenziale.

 

Dopo il parto il bambino rimarrà, se possibile, sempre con la sua mamma che sarà affiancata e sostenuta nell'allattamento e nell’accudimento durante tutta la degenza e anche dopo la dimissione nei servizi territoriali e nella comunità.

 

Per ulteriori informazioni consulta:

Gli screening neonatali sono esami semplici, sicuri e poco invasivi che si effettuano nei primi giorni di vita per identificare precocemente alcune malattie rare ma curabili, così da poter intervenire tempestivamente.

 

SCREENING METABOLICI

Tra questi ci sono gli screening metabolici obbligatori per legge, eseguiti tramite un piccolo prelievo di sangue dal tallone del neonato. Questi test servono a individuare alcune condizioni importanti, come la fenilchetonuria o l’ipotiroidismo congenito.

Prima dell’esecuzione, anche se una parte degli screening è obbligatoria, verrà comunque chiesto ai genitori di firmare un consenso informato. Questo perché, con lo stesso campione di sangue, è possibile estendere l’indagine ad altre malattie gravi ma trattabili, come l’atrofia muscolare spinale (SMA) e l’immunodeficienza combinata grave (SCID).

L’adesione a queste ulteriori indagini è caldamente raccomandata, poiché non comporta alcun prelievo aggiuntivo, ma permette di aumentare le possibilità di diagnosi precoce e trattamento efficace. Anche queste indagini sono gratuite.

Non verranno mai consegnati referti ai genitori dei risultati di tali esami. Nel caso il campione risulti alterato o non idoneo i genitori verranno contattati dal Centro Regionale di Malattie Metaboliche Neonatali dell’AOUI di Verona per eseguire ulteriori indagini.

Attenzione: tale richiamo non è per comunicare che il bambino ha una patologia metabolica; servirà invece a raccogliere ulteriori campioni per ulteriori verifiche!

 

SCREENING AUDIOLOGICO

Lo screening audiologico neonatale (audiometria) permette di verificare la funzionalità uditiva già nei primi giorni di vita.

Viene eseguito prima della dimissione attraverso un esame indolore e rapido, chiamato otoemissioni acustiche (OAE).

Durante il test, una piccola sonda morbida viene inserita delicatamente nell’orecchio del neonato mentre dorme o è tranquillo. La sonda emette suoni lievissimi e registra la risposta dell’orecchio interno. Il tutto dura pochi minuti e non dà alcun fastidio al bambino. In alcuni casi, se il risultato non è subito chiaro, l’esame viene ripetuto o completato con un secondo test, chiamato AABR (potenziali evocati uditivi del tronco encefalico). Identificare precocemente un eventuale deficit uditivo è fondamentale per garantire al bambino un corretto sviluppo del linguaggio e della comunicazione.

 

RIFLESSO ROSSO

Il test del riflesso rosso è un semplice esame che viene effettuato ai neonati per verificare la salute degli occhi e prevenire eventuali patologie oculari gravi, come cataratta congenita o retinoblastoma. Si esegue tramite un dispositivo che illumina gli occhi del neonato, osservando la risposta della pupilla.

Questo test è molto importante per individuare precocemente possibili problemi e garantire un trattamento tempestivo, se necessario.

Tutti gli ospedali dell'ULSS9 offrono un ambulatorio per il consolidamento dell’allattamento, che supporta i genitori nei primi giorni e settimane dopo la nascita, seguendo i criteri del BFH (Baby Friendly Hospital Initiative) e promuovendo l’allattamento esclusivo al seno. Le attività proposte includono:

  • Monitoraggio della crescita del neonato
  • Supporto all’allattamento, sia al seno che con l'alimentazione artificiale
  • Educazione sull’alimentazione artificiale, con informazioni su come preparare e conservare il latte
  • Controllo di parametri importanti, come la bilirubina cutanea e sierica, e il monitoraggio dell’andamento del moncone ombelicale

Nella sede di Legnago, l'ambulatorio è gestito sia dal personale infermieristico che ostetrico.

 

COME ACCEDERE ALL’AMBULATORIO?

Gli appuntamenti per il consolidamento dell'allattamento sono gratuiti durante il mese successivo alla dimissione. Per organizzare un appuntamento, i genitori possono contattare i seguenti numeri:

Questo supporto è fondamentale per garantire il benessere del neonato e della mamma, favorendo un allattamento sereno e sicuro.

Nei punti nascita dell’AULSS non è presente una Terapia Intensiva Neonatale, ma è attivo un servizio di Patologia Neonatale.

 

Qual è la differenza?

La Patologia Neonatale si occupa dei neonati che hanno bisogno di attenzioni particolari nei primi giorni di vita, ma che non richiedono cure intensive. Ad esempio, può essere utile per bambini nati un po’ prima del termine o che necessitano di un monitoraggio o di piccoli aiuti per iniziare bene.

 

Quando invece un neonato ha bisogno di cure più avanzate, entra in gioco il Servizio di Trasporto Emergenza Neonatale (STEN). Si tratta di una rete organizzata per intervenire in modo rapido e sicuro, attiva 24 ore su 24.

 

In collaborazione con il 118 e la Croce Bianca, un’equipe di medici e infermieri specializzati si occupa della stabilizzazione e del trasporto del neonato critico dai punti nascita delle province di Verona e Vicenza fino al centro di riferimento di terzo livello, la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Borgo Trento.

 

Il trasferimento avviene in tempi molto rapidi, con mezzi e competenze specifiche, per garantire al neonato tutte le cure necessarie nel più breve tempo possibile.

 

È un sistema pensato per offrire sicurezza, professionalità e continuità assistenziale anche nelle situazioni più delicate.

I percorsi ospedalieri medici si basano su trattamenti non invasivi (farmaci, terapie, monitoraggio) e il focus è sulla diagnosi, gestione e controllo di malattie croniche o acute senza interventi chirurgici.

 

Cose da sapere sul percorso ospedaliero medico:

  1. Il percorso inizia con la fase diagnostica: il pediatra che ha in cura il bambino/a effettua una visita medica. Tale prestazione è gratuita se eseguita dal proprio pediatra, diversamente se al percorso si dà il via accedendo in PS si deve tener conto che la prestazione potrebbe essere a pagamento. Generalmente il Pediatra prescriverà esami diagnostici come esami del sangue e strumentali. Con tutti i referti e i documenti degli esami effettuati e l’impegnativa del medico del bambino/a il genitore deve rivolgersi al CUP e prontare una visita specialistica: gastroenterologica, pneumologica, cardiologica volta alla formulazione di una diagnosi. Questa fase del percorso termina con l’ingresso del paziente in lista d’attesa per il ricovero. LINK A COME ACCEDERE ALLA LISTA D’ATTESA.
  2. Fase di ricovero: il piccolo utente accede al reparto accompagnato dal genitore per i trattamenti del caso.
  3. Fase di dimissione e follow-up: Alla fine del percorso, il paziente viene dimesso, sarà cura del Pediatra del reparto ospedaliero dare ai genitori le istruzioni per la continuazione delle cure a domicilio e per il follow-up (cioè le visite di controllo successive).

I percorsi ospedalieri chirurgici sono caratterizzati da un decorso simile a quello medico. La differenza sostanziale risiede nel fatto che Includono interventi invasivi di chirurgia maggiore o minore, e richiedendo l’utilizzo della sala operatoria e l’anestesia.

 

 

Cose da sapere sui percorsi ospedalieri chirurgici:

  1. Nella fase diagnostica: il medico specialista chirurgo procederà alla formulazione di una diagnosi e all’individuazione della miglior modalità per il trattamento chirurgico del caso. Il medico darà tutte le indicazioni al CUP/DAY CARE per l’inserimento del piccolo paziente nella lista d’attesa dei ricoveri programmati.
  2. Nella fase preoperatoria: attendere la chiamata dal servizio di prericovero per l’esecuzione del prericovero.
    Nel pre-ricovero: il piccolo utente sarà invitato a recarsi in ospedale alcune settimane prima dell’intervento per eseguir gli esami ematici, visita con il pediatra di reparto, visita anestesiologica e visita specialistica. Si raccomanda di fare attenzione alle indicazioni da seguire in preparazione all’intervento chirurgico.
    Il giorno dell’intervento il piccolo utente si reca in reparto accompagnato da un genitore. Si raccomanda di aver eseguito e rispettato tutte le indicazioni date al momento del pre-ricovero (la preparazione per l’intervento chirurgico, il digiuno, gli indumenti da indossare, ecc…).
  3. Nella fase intraoperatoria: per l’intervento, il paziente viene portato in sala operatoria, sottoposto all’anestesia e all’intervento. Il genitore potrà accompagnare il piccolo utente fino alla sala operatoria.
  4. Nella fase postoperatoria: Dopo l’intervento, il piccolo utente viene accompagnato nella sua stanza di degenza, monitorato e seguito nel recupero motorio e alimentare, se necessario tramite dieta specifica. Un solo genitore potrà assistere il figlio in tutta questa fase. L’altro genitore o i parenti potranno accedere al reparto solo negli orari di visita. LINK ORARIO DI VISITA.
  5. Nella fase di dimissione e follow-up: dopo l’intervento, il paziente viene dimesso con una lettera per il medico curante, firmata dal Pediatra di reparto. I genitori riceveranno le istruzioni per la gestione domiciliare e per il follow-up cioè visite di controllo successive.

Ogni ospedale può avere percorsi specifici per diverse patologie o procedure. è importante seguire le indicazioni del personale medico per garantire un percorso sicuro e completo.

 

Si accede ai percorsi ospedalieri in struttura tramite diverse modalità:

  • Day Surgery / One Day Surgery: Questi sono ricoveri diurni di tipo chirurgico. Il paziente viene ricoverato al mattino e dimesso entro 12 ore, a seconda del caso. Il prolungamento della degenza è possibile se necessario.
  • Week Surgery: tratta interventi chirurgici per i quali si rende opportuna un’osservazione postoperatoria superiore alle ventiquattro ore, che di norma non si prolunga oltre le settantadue ore. In altre parole, la Week Surgery consente di effettuare interventi chirurgici e/o procedure invasive con degenza limitata a pochi giorni (massimo quattro notti di degenza) e dimissioni entro il fine settimana.
  • Ambulatoriale: sono procedure ospedaliere che non richiedono una degenza prolungata e consentono al paziente di tornare a casa lo stesso giorno. Si accede su proposta del pediatra di libera scelta o dello specialista.
  • Day Hospital: È un ricovero diurno di tipo medico ai fini diagnostico-terapeutici, con ingresso al mattino e dimissione entro 12 ore.
  • Ricovero ordinario: Si tratta di un ricovero medico o chirurgico di cui non si conosce in anticipo la durata. Vi si accede su proposta del pediatra di libera scelta o del medico specialista dopo una visita ambulatoriale.
  • Ricovero in urgenza: è l'ammissione immediata di un paziente per trattare una condizione clinica acuta o potenzialmente pericolosa per la vita che richiede cure tempestive. Questa avviene tramite l’accesso in Pronto Soccorso, suggerito dal PLS dopo apposita valutazione o tramite accesso diretto.

L’accesso alla lista d’attesa è l’ultimo step del percorso diagnostico. Il chirurgo specialista dopo aver visionato i vari esami del caso e aver svolto la visita può arrivare a una diagnosi che prevede un intervento chirurgico elettivo o programmato (ovvero non in urgenza) come risoluzione del quesito diagnostico.

 

E’ questo il momento in cui viene chiarito al genitore che è necessario procedere con un'operazione chirurgica.

 

Cosa fa l’Ospedale ?

  1. Comunicazione del Chirurgo Specialista:
    Lo specialista comunicherà al servizio di Prericoveri o Day care il nome e il codice fiscale del bambino. L’Ospedale attiverà  quindi il processo di programmazione dell'intervento.

Cosa fa il Genitore ?

  1. Richiesta Impegnativa al Medico di Medicina Generale:
    Il genitore dovrà recarsi dal proprio Pediatra di Libera Scelta per ottenere un'impegnativa. Quest'impegnativa indicherà l'intervento chirurgico specifico e la classe di priorità che lo specialista ha stabilito per il caso.

Quanto si dovrà aspettare per la data dell'intervento?

I ricoveri programmati sono suddivisi in classi di priorità in base all'urgenza del caso. La classe di priorità è indicata sull’impegnativa, che il genitore riceverà dal medico di base. In base alla lettera riportata (A, B, C o D), sarà possibile sapere in quale fascia di tempo rientra l’intervento.

La classe di priorità determina il tempo di attesa per l'intervento:

  • Classe A: Ricovero entro 30 giorni. Casi che potrebbero aggravarsi rapidamente o avere un grave impatto sulla prognosi.
  • Classe B: Ricovero entro 60 giorni. Casi con forte dolore o disfunzioni gravi, ma senza peggioramento rapido.
  • Classe C: Ricovero entro 180 giorni. Casi con lieve dolore o disfunzioni minime, senza peggioramento rapido.
  • Classe D: Ricovero senza una data massima definita. Casi che non causano dolore, disfunzione o disabilità.

Come ottenere ulteriori informazioni?

Il Day Care è un servizio dove vengono eseguite  alcune prestazioni senza necessità di pernottamento attivo dalle 8:00 alle 14:00.  Se l'intervento del bambino prevede solo una giornata di degenza, il Day Care gestirà l'operazione e fornirà tutte le informazioni necessarie:

  • Ospedale di Legnago:  numero di telefono 0442 622936
  • Ospedale di San Bonifacio: numero di telefono 045 6148070
  • Ospedale di Villafranca: numero di telefono  045 6338975

Per interventi che richiedono il pernottamento, è necessario contattare, i Servizi di Prericovero  ai numeri:

  • Ospedale di Legnago: TEL. 0442 624133  - dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 15.30
  • Ospedale di San Bonifacio: TEL. 045 6138557 - dal lunedì al giovedì dalle ore 11.45 alle 13.45
  • Ospedale di Villafranca: TEL. 045 6338328  - dal lunedì al venerdì ore 7.00-15.00

Guida al Pre-Ricovero per il Bambino: Cosa Fare Prima dell'Intervento Chirurgico

Il pre-ricovero è il primo passo del percorso verso l'intervento chirurgico e viene effettuato qualche settimana prima dell'operazione. In questa fase, viene realizzata la valutazione pre-operatoria, un processo durante il quale vengono verificati i requisiti del bambino per poter eseguire l’anestesia e l’intervento chirurgico in sicurezza.  In relazione a questi aspetti, il medico stabilisce il profilo di rischio del bambino e prescrive gli esami pre-operatori necessari. Questi possono includere:

  • Esami di laboratorio
  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Visita anestesiologica
  • Visita specialistica (ad esempio, otorinolaringoiatra, chirurgo, ecc.)
  • Altri esami specifici

In generale, tutti gli esami vengono svolti in una sola giornata, rendendo il processo più veloce e pratico.

 

Dove si svolge il Pre-Ricovero?

I Servizi di Pre-ricovero sono centralizzati per tutte le attività del Dipartimento Chirurgico.

 

Ecco dove si trovano:

  • Ospedale di Villafranca: Piano Rialzato del Blocco B
  • Ospedale di San Bonifacio: Atrio del secondo piano del corpo centrale (percorso arancio), Sala di Attesa 6
  • Ospedale di Legnago: Primo piano del Blocco Nord, di fronte al bar, con accesso dall’ingresso principale

Cosa deve portare il genitore del bambino durante il Pre-Ricovero?

Per facilitare il processo, il genitore dovrà portare con sé i seguenti documenti e oggetti il giorno del pre-ricovero:

  • Esami e/o cartelle cliniche precedenti del bambino
  • Tessera sanitaria propria e del bambino
  • Scheda di accesso per l’ospedale redatta dal medico di famiglia
  • Farmaci abituali che il bambino sta assumendo, nelle loro confezioni originali
  • Giochi o intrattenimenti per il bambino (da avere in caso di attesa)
  • Colazione leggera (Ricorda che la mattina del pre-ricovero è necessario arrivare a digiuno)

Ricorda:

Il pre-ricovero è un passo fondamentale per garantire che l’intervento si svolga in sicurezza. Se hai domande o dubbi, non esitare a chiedere al personale medico o infermieristico durante l'appuntamento.
Siamo a tua disposizione per qualsiasi chiarimento e supporto!

Di seguito è riportata una panoramica degli interventi chirurgici pediatrici che richiedono il ricovero programmato (non in urgenza), divisi per specialità per pazienti dai 5 ai 15 anni.

 

Gli interventi di ORL riguardano orecchio, naso, gola e aree correlate di testa e collo.

 

ADENOTECTOMIA – ADENOTONSILECTOMIA – MERINGOCENTESI

L’adenotonsillectomia pediatrica è l’asportazione di adenoidi e tonsille, spesso per problemi respiratori o infezioni frequenti.

Durante la stessa operazione può essere eseguita la miringocentesi, cioè un piccolo intervento dell’orecchio per drenare liquido di scarto (muco o pus).

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accederà in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

L’anestesia prevista è generale.

La durata media è di circa 1 ora. Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

L’alimentazione riprende gradualmente con cibi morbidi e freschi, indicati dal personale infermieristico.

Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero purché tali cibi siano morbidi e freschi (es. Succhi di frutta specifici, gelati, ecc...). Ricordiamo che il reparto è munito di un frigo adibito all’esclusivo uso dei pazienti.

Il ricovero con pernottamento è previsto solo per l’adenotonsillectomia, o in caso di complicanze per altri interventi.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata la dieta specifica, eventuale terapia, tempi previsti di ripresa e assenza da scuola.

Potrà essere indicata anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per valutare il decorso post-operatorio.

Gli interventi ortopedici trattano problemi muscolo-scheletrici (ossa, articolazioni, muscoli).

 

RIMOZIONE DEI FILI DI KIRSCHNER

La procedura per togliere fili metallici usati per stabilizzare fratture viene detta rimozione dei fili di Kirschner. Viene fatta dopo che la frattura è guarita, spesso in Day Surgery con sedazione leggera.

Non è necessario eseguire un pre-ricovero perché gli esami espletati in tale fase saranno già stati svolti in Pronto Soccorso nel momento dell’accesso con riscontro della frattura.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accederà in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in sala gessi in condizioni sterili con sedazione per controllare il dolore.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare avviene generalmente poche ore dopo l’intervento con dieta leggera per pranzo. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso, non è previsto un pernottamento salvo complicanze.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata eventuale dieta specifica, terapia antalgica per gestire il dolore, tempi previsti di ripresa, assenza da scuola, cura della ferita e modalità di monitoraggio del gesso.

Verrà indicato anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per l’esecuzione delle medicazioni del caso e la valutazione del decorso post-operatorio ed eventualmente anche una visita fisiatrica.


ENDORTESI SENOTARSICA (correzione PIEDI PIATTI)

L’endortesi è un intervento mininvasivo per correggere il piede piatto, inserendo una piccola vite per guidare la crescita ossea.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accederà in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in anestesia locale o generale a seconda dell’età del bambino per garantire il massimo comfort e controllo del dolore.

La durata media dell’intervento è di circa 1-2 ore a seconda della complessità del caso. Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La degenza media è di 2 giorni, in caso di necessità, spesso legate alla gestione del dolore, la può protarsi.

L’arto operato sarà generalmente immobilizzato con un gesso o un tutore per garantire che le ossa guariscano nella posizione corretta e il carico sarà inizialmente limitato o nullo.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata eventuale dieta specifica, terapia antalgica per gestire il dolore, tempi previsti di ripresa, assenza da scuola, cura della ferita e modalità di monitoraggio del gesso.

Verrà indicato anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per l’esecuzione delle medicazioni del caso e la valutazione del decorso post-operatorio ed una visita fisiatrica. Potrebbe anche essere indicato un controllo radiografico.

La chirurgia generale pediatrica affronta diverse patologie congenite o acquisite, tra cui, le più comuni, patologie dell'apparato digerente.

 

INTERVENTO DI SINUS PILONIDALIS

L’intervento per sinus pilonidalis (o cisti pilonidale) in età pediatrica è una procedura chirurgica abbastanza frequente, soprattutto negli adolescenti.

Si tratta di un’infiammazione cronica o acuta con formazione di una cisti contenente peli e detriti, localizzata nella regione sacrococcigea, sopra il solco intergluteo.

In alcuni casi clinici è necessari eseguire un intervento chirurgico per drenare tale cisti.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in anestesia generale.

La durata media dell’intervento è di circa 30 - 60 minuti a seconda della tecnica utilizzata e della complessità del caso. Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso, non è previsto un pernottamento salvo complicanze.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata terapia antalgica per gestire il dolore, tempi previsti di ripresa, assenza da scuola e cura della ferita.

Verrà indicato anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per l’esecuzione delle medicazioni del caso e la valutazione del decorso post-operatorio.


ONICOCRIPTOSI (intervento UNGHIA INCARNITA)

L'intervento di onicocriptosi in ambito pediatrico, noto comunemente come intervento per unghia incarnita, è una procedura chirurgica semplice e comunemente eseguita nei bambini e adolescenti, soprattutto quando il trattamento conservativo non è efficace o ci sono infezioni ricorrenti.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in anestesia locale o generale a seconda dell’età del bambino per garantire il massimo comfort e controllo del dolore.

La durata media dell’intervento è di circa 15 - 30 minuti a seconda della complessità del caso.  Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso, non è previsto un pernottamento salvo complicanze.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata eventuale terapia antalgica per gestire il dolore, eventuale terapia antibiotica, tempi previsti di ripresa, assenza da scuola e cura della ferita.

Verrà indicato anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per l’esecuzione delle medicazioni del caso e la valutazione del decorso post-operatorio.

Gli interventi di oculistica pediatrica comprendono il trattamento di patologie oculari nei bambini e neonati congenite o ereditarie.

 

INTERVENTO PER GLAUCOMA CONGENITO

L’intervento chirurgico per glaucoma congenito in età pediatrica è un intervento delicato finalizzato a ridurre la pressione intraoculare (PIO) per preservare la vista.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in anestesia per garantire il massimo comfort e l’immobilità.

La durata media dell’intervento è di circa 30 – 90 minuti a seconda della complessità del caso. Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La degenza prevede solitamente il pernottamento.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata terapia antalgica per gestire il dolore, terapia topica e tempi previsti di ripresa.

Verranno indicati anche i vari appuntamento di controllo con lo specialista chirurgo per la valutazione del decorso post-operatorio, funzionalità visiva e pressione intraoculare.

Gli interventi di odontoiatria pediatrica, o pedodonzia, riguardano le cure dentali specifiche per bambini e adolescenti, dalla nascita fino all'adolescenza, con l'obiettivo di prevenire e trattare problemi dentali, insegnare una corretta igiene orale e gestire la paura del dentista.  

Nell’ambito Ospedaliero solitamente vengono erogate cure mirati a garantire la salute orale dei bambini, anche quelli con bisogni speciali o patologie complesse.

 

BONIFICHE DENTARIE

L’intervento di bonifica dentaria in età pediatrica consiste in un trattamento odontoiatrico volto a eliminare carie, infezioni o problematiche dentali, per prevenire complicanze e migliorare la salute orale del bambino.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in anestesia per garantire il massimo comfort e l’immobilità.

La durata media dell’intervento è di circa 30 - 90 minuti a seconda della complessità del caso. Nonostante ciò, l’assenza dal reparto potrebbe protrarsi per permanenza del piccolo utente nella sala risveglio, al di fuori dalla sala operatoria ma sempre ubicato in sala operatoria.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso con dieta morbida e fresca. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso, non è previsto un pernottamento salvo complicanze.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio. Verrà indicata terapia antalgica per gestire il dolore e tempi previsti di ripresa.
Potrà essere indicato anche un appuntamento con lo specialista chirurgo per la valutazione del decorso post-operatorio.

I ricoveri per esecuzione di procedure diagnostiche pediatriche consistono nell’ospedalizzazione temporanea di bambini per effettuare accertamenti clinici specialistici che richiedono monitoraggio, esecuzione di sedazione e/o condizioni controllate non gestibili in ambulatorio.

 

In pediatria, spesso è necessario il ricovero per eseguire esami strumentali in sedazione, soprattutto nei bambini con disturbi neurologici o di sviluppo che rendono difficile la collaborazione o che possono compromettere la sicurezza durante la procedura.

Gli esami più comuni che richiedono il ricovero ordinario sono: la Risonanza Magnetica (RMN) encefalica, l’AABR (test uditivo) e l’ECG.

Essendoci una sedazione, pur non essendo un intervento chirurgico, il piccolo utente dovrà svolgere comunque il pre-ricovero composto da: esami ematici, visita pediatrica e visita anestesiologica.

 

ESECUZIONE RMN ENCEFALICA

La RMN encefalica è l’intervento di elezione per andare a indagare patologie neuropsichiatriche infantili (NPI).

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura:

  • la sera del giorno prima della procedura diagnostica e osserverà il digiuno dalla mezzanotte;
  • il giorno stesso della procedura osservando il digiuno dalla mezzanotte a Legnago e San Bonifacio.

La procedura viene svolta in sedazione per garantire il massimo comfort e l’immobilità.

La durata media della procedura è di circa 30 minuti a seconda della complessità del caso.

Quando il bambino sarà accompagnato nuovamente in reparto dal personale potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso della procedura.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio.

Potrà essere indicato anche un appuntamento per il ritiro del referto della risonanza magnetica. In alcuni casi selezionati verrà indicata la data di svolgimento di altri approfondimenti diagnostici da fare nel post-ricovero (es. Elettroencefalogramma).

PECULIARITÀ

Durante questi ricoveri possono essere effettuati anche prelievi genetici, se previsto dal pediatra durante il pre-ricovero. Sarà richiesta la presenza di entrambi i genitori al momento della dimissione.


ESECUZUIONE DI ALTRE PROCEDURE DIAGNOSTICHE

Tutte le altre procedure diagnostiche vengono svolte in reparto, in regime di Day Hospital. Il pediatra stesso provvede alla sedazione e il personale infermieristico/tecnico eseguirà i vari accertamenti.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa dell’intervento, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in sedazione per garantire il massimo comfort e l’immobilità.

La durata media della procedura è di circa 10 minuti a seconda della complessità del caso.

Al termine della procedura il bambino potrebbe essere ancora addormentato. I genitori sono invitati a rispettare i tempi naturali di risveglio, mentre il personale monitora il bambino.

La ripresa alimentare è graduale con dieta leggera il giorno stesso. Se il bambino ha preferenze alimentari molto strette che potrebbero non essere presenti nella fornitura ospedaliera consigliamo al genitore di portarle al momento del ricovero.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso della procedura.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio.

Potrà essere indicato anche un appuntamento per il ritiro del referto dell’esame.

In alcuni casi verrà indicata, se ritenuto necessario, la data di svolgimento di ulteriori approfondimenti diagnostici da fare nel post-ricovero.

In questo caso, il ricovero ha lo scopo di effettuare procedure potenzialmente a rischio, come test di provocazione (ad esempio scatenamenti allergici o farmacologici), che necessitano di un ambiente protetto e strettamente monitorato, ma non richiedono sedazione.

 

SCATENAMENTI ALLERGICI

Lo scatenamento allergico pediatrico è un test sicuro e controllato per verificare se un bambino è davvero allergico a una sostanza, somministrandola in piccole dosi sotto stretto controllo medico.

 

Cosa sapere dell’assistenza in reparto?

Il piccolo paziente accede in struttura la mattina stessa della procedura, a digiuno dalla mezzanotte.

La procedura viene svolta in reparto per garantire il massimo comfort al piccolo utente.

Al bambino viene somministrata, a intervalli regolari, una quantità crescente della sostanza sospetta (come un alimento o un farmaco), sotto la supervisione di medici e infermieri.

Durante tutta la procedura, il bambino viene attentamente monitorato per individuare eventuali reazioni allergiche.

Nel caso si verifichino reazioni l’esame viene interrotto e si interviene prontamente con le cure necessarie.

La dimissione avviene solitamente il pomeriggio stesso, non è previsto un pernottamento salvo complicanze.

 

Cosa fare dopo la dimissione?

Alla dimissione sarà premura del pediatra scrivere sulla lettera di dimissione come gestire il piccolo utente a domicilio.

Se il test è stato negativo (nessuna reazione): la sostanza testata può essere reintrodotta nella dieta o nella terapia del bambino, seguendo le indicazioni del medico.

Se il test è stato positivo (si è verificata una reazione): la sostanza deve essere evitata e verrà fornito un piano di gestione personalizzato, che può includere l’uso di farmaci in caso di emergenza.

Tutte le prenotazioni ambulatoriali vengono effettuate tramite:

  • Prenotazione digitale utilizzando la app SANITAKMZERO (solo per utenti provvisti di SPID o CIE)
  • Prenotazione telefonica al numero 045 24552 dal lunedì al venerdì ore 8.00-18.00 e sabato ore 8.00 - 13.00
  • Recandosi di persona allo sportello CUP/Accettazione delle strutture ospedaliere e distrettuali

Per ulteriori informazioni relative al servizio di prenotazioni con impegnative CLICCA QUI

L’unico ambulatorio che esula la prenotazione tramite CUP è quello infermieristico. Per appuntamenti contattare direttamente i rispettivi numeri:

Sedi: San Bonifacio, Legnago, Villafranca

 

Sedi: Presente nella sede di San Bonifacio, Legnago e Villafranca.

Questo ambulatorio segue i bambini nati prima del termine o che hanno avuto problemi alla nascita.

Il controllo avviene:

  • A breve termine, per continuare le cure e identificare eventuali complicazioni precoci.
  • A lungo termine, per monitorare lo sviluppo e gli effetti a distanza delle patologie neonatali.

Collabora con altri servizi (Pediatria, Neuropsichiatria, Cardiologia, Fisioterapia, Laboratorio, Genetica) per offrire un percorso completo di diagnosi e cura.

NOTA: temporaneamente i servizi di ambulatorio presso la sede di Legnago potrebbero essere sospesi.

Sedi: San Bonifacio, Legnago e Villafranca.

Apertura stagionale: settembre - marzo

Questo ambulatorio protegge i bambini più fragili dal virus RSV (causa frequente di bronchiolite):

  • Somministrazione di Nirsevimab, un'immunoprofilassi, anticorpo monoclonale diretto contro l’RSV.
  • Indicazioni su come prevenire il contagio a casa e in ospedale.
  • Educazione alle famiglie su comportamenti protettivi.

NOTA: temporaneamente i servizi di ambulatorio presso la sede di Legnago potrebbero essere sospesi.

Sedi: San Bonifacio, Legnago e Villafranca.

Per il controllo dei neonati sani.

Le attività includono:

  • Monitoraggio della crescita;
  • Supporto all’allattamento;
  • Educazione sull’alimentazione artificiale (preparazione e conservazione del latte);
  • Controllo altri parametri come bilirubina cutanea e sierica e andamento del moncone ombelicale.

NOTA: temporaneamente i servizi di ambulatorio presso la sede di Legnago potrebbero essere sospesi.

Sedi: San Bonifacio e Villafranca.

Diagnosi e cura delle allergie nei bambini:

  • Test cutanei per allergie alimentari e inalanti (prick test, patch test);
  • Esecuzione di spirometrie, utile per diagnosticare o seguire problemi respiratori come l’asma;
  • Educazione al bambino e alla famiglia;
  • Controlli periodici per seguire il piano terapeutico.

Sede: San Bonifacio.

Tratta problemi digestivi nei bambini. In particolare:

  • Centro regionale per la diagnosi della celiachia infantile;
  • Centro regionale per la prescrizione di farmaci biologici per malattie intestinali croniche.

Collabora con l’ambulatorio di pneumologia per valutare eventuali allergie che coinvolgono anche l’apparato respiratorio.

Sede: San Bonifacio.

Si occupa delle malattie respiratorie e dei disturbi del sonno nei bambini:

  • Spirometrie e altri test respiratori;
  • Monitoraggio notturno del respiro (polisonnografia);
  • Educazione su ambiente e stili di vita;
  • Controlli periodici per seguire le cure.

Collabora con l’allergologia pediatrica per i casi legati ad allergie respiratorie.

Sede: San Bonifacio.

Per bambini con disabilità che presentano problemi respiratori, legati a condizioni neurologiche o genetiche.

Attività offerte:

  • Educazione sanitaria;
  • Terapie respiratorie (clearance delle vie aeree, ventilazione non invasiva);
  • Test respiratori specifici;
  • Controlli di follow-up.

Sede: San Bonifacio.

Valuta e segue i bambini con problemi ai reni, offrendo visite specialistiche per diagnosi e monitoraggio.

Sede: Villafranca.

Assistenza sanitaria per bambini e ragazzi migranti:

  • Visite mediche e vaccini
  • Supporto psicologico e sociale
  • Valutazione della crescita e prevenzione malattie
  • Consulenza linguistica e accompagnamento

Offre un ambiente sicuro e accogliente per promuovere l’integrazione e il benessere.

Sede: Villafranca.

Valutazioni pre-operatorie per interventi chirurgici pediatrici complessi.

Le visite sono condotte da chirurghi pediatrici esterni. Gli interventi vengono poi eseguiti presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona (AOUI).

Sede: San Bonifacio, Legnago.

Si occupa di diagnosi e valutazioni funzionali nei bambini con:

  • Disturbi del comportamento o dell’umore;
  • Problemi dello sviluppo neuropsichico;
  • Follow-up di neonati prematuri;
  • Problemi legati al sistema nervoso come: epilessie, cefalee.

Dopo la valutazione, il percorso terapeutico viene indirizzato verso i servizi specialistici più adatti.

Durante tutto il periodo di ricovero, è richiesta la presenza continua di un genitore o di un adulto delegato dai genitori.

Durante il giorno, l’accesso ai genitori è libero, ma per garantire una buona igiene e tranquillità in reparto, è consigliata la presenza di una sola persona per volta.

Di notte, può restare solo un genitore accanto al bambino.

Eventuali cambi tra accompagnatori devono essere concordati con il personale medico o infermieristico.

 

ORARI DELLE VISITE

 
Ospedale  Giorni Orario Note
Villafranca Lunedì - venerdì 16:00 - 19:00  
Legnago Tutti i giorni 16:00 - 20:00 Permanenza max 45 min per un solo visitatore
San Bonifacio Lunedì - venerdì 19:30 - 20:30  
Sabato - domenica 16:00 - 17:00  

Situazioni eccezionali saranno valutate in base alle necessità cliniche. Il personale si riserva il diritto di regolamentare gli accessi.

 

Pasti per gli accompagnatori

Il pasto è garantito gratuitamente al genitore che assiste un bambino allattato al seno fino ai 2 anni di età.

Negli altri casi, è possibile acquistare buoni pasto alla cassa dell’ospedale, che vanno consegnati al personale di reparto.

Ai pasti principali viene fornita mezza bottiglia d’acqua (0,5L).

In reparto è disponibile una sala ristoro per i genitori, con frigorifero e forno a microonde.

 

Cosa portare da casa:

  • Abbigliamento: pigiama, bavaglini, tutine, body, magliette, ciabatte...
  • asciugamani,
  • detergente.

È vietato portare apparecchi elettrici da casa (es. scaldabiberon).

Per ulteriori dettagli è possibile consultare anche il documento ufficiale ULSS CLICCA QUI

Durante la degenza, al genitore accompagnatore potrà essere richiesto di compilare, su base volontaria, un breve questionario sull’esperienza vissuta in ospedale. Per saperne di più: Esperienza di ricovero - ULSS 9 CLICCA QUI

Servizi e comfort in reparto

  • Tutte le stanze sono dotate di:
    • Servizi igienici
    • Climatizzazione
    • Televisore
    • Poltrona letto per l’accompagnatore
    • Fasciatoio
  • Se necessario, su richiesta possono essere forniti:
    • Latte artificiale
    • Pannolini
    • Biancheria da letto
    • Biberon
    • Scaldabiberon (fornito dalla struttura)

Attività e supporto per i bambini ricoverati

  • Sala giochi disponibile durante il giorno (in base alle condizioni cliniche e infettive).
  • Biblioteca per la lettura.
  • Volontari presenti in alcuni giorni con attività ludiche (clown, spettacoli, pet therapy, letture animate...).
  • All'ingresso, ogni bambino riceve un kit di benvenuto e alcuni libri in dono, grazie al contributo di associazioni del territorio.
  • È possibile portare giochi personali da usare in stanza.
    Non è consentito portare in stanza i giochi comuni della sala giochi.

Mediazione culturale e supporto sociale

  • È disponibile un servizio di mediazione linguistica.
  • Collaborazione attiva con i servizi sociali ospedalieri e territoriali.
  • In caso di necessità, alla dimissione viene attivato il percorso di dimissione protetta, per garantire la continuità delle cure a casa o sul territorio.

Orari dei pasti per i bambini

  • Colazione: ore 8:00
  • Pranzo: ore 12:30
  • Cena:
    • Inverno: ore 18:30
    • Estate: ore 19:00

Per percorso ospedaliero in emergenza, si intende l’insieme delle tappe che un paziente (da 0 ai 16 anni non compiuti) segue quando accede in ospedale per un problema improvviso o urgente, che non può essere rimandato e richiede una valutazione immediata.

 

Il percorso in emergenza è attivo 24 ore su 24 e serve per garantire una risposta tempestiva ed efficace a queste situazioni.

 

Tutto è organizzato per assicurare che il bambino venga valutato, seguito e, se necessario, curato nel modo più sicuro e rapido possibile.

 

 
  1. Accesso al Pronto Soccorso generale - Triage iniziale ("da bancone"): Appena si arriva in Pronto Soccorso, si viene accolti dal personale sanitario che effettua un primo triage, chiamato anche triage da bancone.Si tratta di una valutazione molto rapida, basata su pochi ma importanti elementi, per capire subito il livello di urgenza e indirizzare correttamente il paziente.
  2. Valutazione infermieristica in ambulatorio pediatrico: Dopo il primo triage, il bambino viene accompagnato nell’ambulatorio di Pronto Soccorso Pediatrico, dove un infermiere pediatrico fa una valutazione più approfondita: misura i parametri vitali, raccoglie informazioni e osserva lo stato generale del piccolo. In caso di necessità, può esserci anche una rivalutazione, soprattutto se le condizioni cambiano.
  3. Visita pediatrica: Il bambino viene poi visitato da un pediatra ospedaliero, che decide se sono necessari esami aggiuntivi, cure immediate o se il bimbo può tornare tranquillamente a casa.
  4. Eventuali esami diagnostici: Se necessario, possono essere richiesti alcuni esami per chiarire la diagnosi, come: Prelievi del sangue, Esami strumentali (radiografie, ecografie, etc.).
  5. A questo punto, in base alla situazione clinica del bambino, possono esserci tre diversi esiti del percorso:
    1. Dimissione a domicilio: Se la situazione è sotto controllo e non richiede ulteriori cure in ospedale, il bambino viene dimesso con tutte le indicazioni necessarie per continuare la gestione a casa (eventuali farmaci, controlli, comportamenti da seguire, ecc.).
    2. Osservazione Breve Intensiva (OBI): In alcuni casi, è necessario tenere il bambino in osservazione per un tempo limitato, al massimo 44 ore. Questo avviene in un’area chiamata OBI pediatrica (Osservazione Breve Intensiva): uno spazio tranquillo e attrezzato dove il piccolo può essere monitorato, curato e rivalutato prima di decidere se dimetterlo o ricoverarlo. È una soluzione intermedia che aiuta a evitare ricoveri non strettamente necessari, garantendo comunque la sicurezza.
    3. Ricovero in reparto pediatrico: Se la situazione lo richiede, il bambino viene ricoverato nel reparto di pediatria, dove potrà essere seguito più a lungo da un’équipe di medici e infermieri specializzati.

Tutto il percorso è pensato per garantire la massima sicurezza, attenzione e qualità delle cure, con personale esperto e preparato ad accogliere bambini e famiglie in ogni fase.

 

Tutto il personale medico e infermieristico coinvolto nel percorso di emergenza viene formato periodicamente per affrontare situazioni di urgenza ed emergenza che possono riguardare pazienti di tutte le età, dai neonati agli adolescenti.

 

Sono tutti addestrati per eseguire manovre rianimatorie e intervenire rapidamente in caso di necessità, garantendo sicurezza, competenza e prontezza in ogni fase del percorso di cura.

Quando accedete al Pronto Soccorso con il vostro bambino, il primo passo è la valutazione da parte del triagista, un infermiere appositamente formato che stabilisce il codice colore in base alla gravità della situazione clinica del piccolo paziente. Questo codice serve a dare una priorità agli accessi e a organizzare gli interventi secondo l’urgenza reale.

 

Cosa significano i codici colore?

Ecco i cinque codici che possono essere assegnati:

  • Codice Bianco: situazione non urgente, che potrebbe essere gestita anche dal pediatra di famiglia. Il bambino non ha segni di sofferenza o rischio.
  • Codice Verde: condizione poco urgente. Non c’è pericolo per la vita del bambino, ma è necessario un controllo medico.
  • Codice Giallo: urgenza potenziale. Il bambino ha bisogno di essere visitato al più presto, ma non è in pericolo immediato di vita.
  • Codice Arancione: urgenza grave. Il bambino ha una condizione importante che richiede attenzione immediata.
  • Codice Rosso: emergenza. Il bambino è in pericolo di vita e viene assistito con la massima priorità possibile.

Il tempo di attesa dipende dal codice assegnato. I codici più urgenti (rosso e arancione) vengono trattati subito, mentre i codici meno urgenti (verde e bianco) possono dover attendere anche a lungo, soprattutto se arrivano nel frattempo situazioni più gravi.

 

MODELLO DI TRIAGE BIFASICO - INTENSITA' DI CURA IN RELAZIONE AL CODICE DI PRIORITA' - DEFINIZIONE DI AREE OMOGENEE DI INTERVENTO DGR N. 1035/2019

 
Codice di priorità Denominazione Definizione Tempo di presa in cura infermieristica Triage avanzato (PIC) Tempo di presa in carico medica dalla PIC Intensità di cure Area di permanenza
1 Emergenza Interruzione o compromissione delle funzioni vitali in atto 0 minuti 0 minuti Alta ROSSA
2 Urgenza maggiore Condizione stabile con alto rischio evolutivo (definito con i discriminatori) 10 minuti 15 minuti Alta ROSSA
3 Urgenza (candidabili fast track) Condizione stabile con basso rischio evolutivo (definito con i discriminatori) o con possibile danno d'organo 15 minuti 45 minuti Intermedia GIALLA
4 Urgenza differibile
fast track
Condizione stabile senza rischio evolutivo con alto grado di sofferenza 30 minuti Protocollo gestione del dolore
(fast e short track)
60 minuti Intermedia/bassa VERDE
5 Non urgente Problema non urgente o di minima rilevanza clinica 30 minut
(fast e short track)
60 minuti Bassa VERDE e Ambulatorio codici minori

Durante la notte, nei festivi e nei prefestivi, può essere presente un solo medico in servizio, che può essere impegnato in urgenze in altri settori come la sala parto, i ricoveri in reparto o altre emergenze pediatriche. In questi casi i tempi di attesa potrebbero prolungarsi.

 

Vi chiediamo quindi massima collaborazione e comprensione. Sappiamo quanto possa essere difficile aspettare quando si ha un bambino che sta male, ma ogni paziente viene preso in carico in base alla gravità della situazione. In caso di più emergenze contemporanee, può intervenire anche il medico di guardia del Pronto Soccorso generale, per una prima valutazione.

 

Tutto il personale in servizio - medici, infermieri e operatori - è formato per gestire in modo professionale e sicuro qualsiasi tipo di emergenza pediatrica, dalla prima infanzia fino all’adolescenza.

 

Prestazioni e ticket

Alla fine del percorso in Pronto Soccorso, potrebbe essere richiesto il pagamento di un ticket, in base alle prestazioni sanitarie ricevute (visite, esami, terapie ecc.). L’importo sarà visibile sul referto finale.

Quando si paga il ticket?

Il ticket si paga solo se l’accesso al Pronto Soccorso è considerato "non urgente" (codice bianco o a volte verde, a seconda della valutazione finale del medico).

Se invece il bambino ha ricevuto un codice giallo o rosso, oppure è stato ricoverato o ha avuto bisogno di cure urgenti, non si paga nulla.

 

A cosa corrisponde l’importo del ticket?

L’importo del ticket serve a coprire i costi delle visite, degli esami e delle prestazioni sanitarie effettuate durante l’accesso in Pronto Soccorso.

Può variare in base:

  • al numero e tipo di prestazioni effettuate (visite, esami del sangue, radiografie, ecc.);
  • al tariffario della Regione;
  • all’esito finale della visita (urgenza o non urgenza).

Di solito, l’importo massimo previsto è intorno ai 25-30 euro, ma può essere maggiore in caso di molte prestazioni.

 

Cosa succede se si abbandona il presidio prima della fine del percorso?

Se si lascia il Pronto Soccorso prima di completare la visita o senza attendere l’esito finale, viene comunque registrato l’accesso e, in base alle prestazioni già effettuate, può essere addebitato l’intero costo delle stesse.

In pratica: se sono già stati fatti esami o visite, vanno pagati comunque, anche se si decide di andare via.

 

Come si può pagare il ticket?

È possibile effettuare il pagamento:

  • Online CLICCA QUI
  • Presso le casse automatiche attive 24 ore su 24, 7 giorni su 7;
  • Allo sportello CUP (cassa) dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:45.

Consigli utili

  • Portate sempre la tessera sanitaria del bambino;
  • Dopo la dimissione, il personale vi dirà se dovete pagare il ticket e come fare;
  • Alcune categorie sono esenti dal ticket (ad esempio, in base al reddito o per patologie croniche): informatevi in accettazione.

Nel territorio dell’ULSS 9, purtroppo, non è presente un reparto di Terapia Intensiva Pediatrica, cioè un’area ospedaliera dedicata a bambini che hanno bisogno di cure molto complesse e continue. Fortunatamente, però, esiste una rete organizzata che garantisce la massima sicurezza anche in queste situazioni.

 

Nei rari casi in cui un bambino presenti condizioni di salute particolarmente gravi e serva un’assistenza intensiva, è previsto il trasferimento verso l’Ospedale della Mamma e del Bambino di Verona (AOUI), dove ci sono reparti specializzati e tutto il necessario per prendersi cura anche dei piccoli pazienti più delicati.

 

Il trasporto avviene con un’ambulanza attrezzata, sempre accompagnata da personale sanitario formato proprio per gestire emergenze pediatriche. A seconda della situazione del bambino, l’equipe a bordo può variare: in alcuni casi ci sarà un infermiere del Pronto Soccorso, mentre nei casi più complessi viene coinvolto anche un medico anestesista esperto nella gestione delle urgenze pediatriche.

 

È importante sapere che, una volta arrivati all’Ospedale di Verona, il bambino viene comunque accolto prima nel Pronto Soccorso pediatrico, dove i medici valutano la sua condizione e decidono il percorso di cura più adatto. Questo passaggio serve a garantire una continuità nell’assistenza, sempre con l’obiettivo di offrire il miglior trattamento possibile.

 

Sappiamo che vivere una situazione d’urgenza con il proprio bambino può essere molto difficile, ma ci teniamo a rassicurarvi: tutto il personale coinvolto è preparato e pronto ad agire con professionalità, attenzione e grande umanità.

Ultimo aggiornamento: 26/01/2026