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Ricevere assistenza sanitaria all'estero

 

 

CHI HA DIRITTO ALL’ASSISTENZA SANITARIA:

hanno diritto a questa assistenza:
 
  • i cittadini italiani
  • i cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea
  • i cittadini dell’Islanda, Liechtenstein, Norvegia
  • i cittadini della Svizzera
  • i profughi
  • gli apolidi
  • i cittadini extracomunitari, iscritti al SSN;
  • i familiari a carico degli assistiti sopra indicati indipendentemente dalla loro cittadinanza
     
  • che sono iscritti nell’anagrafe degli assistiti della ULSS 9 SCALIGERA;
  • che soggiornano temporaneamente nei Paesi sopra elencati.
     
IN QUALI PAESI AVETE DIRITTO ALL'ASSISTENZA SANITARIA:
- PAESI DELL’UNIONE EUROPEA 
(Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria)
- Paesi SEE (Islanda – Liechtenstein – Norvegia)  
- SVIZZERA

COSA FARE PER AVERE DIRITTO ALL’ASSISTENZA SANITARIA:
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha provveduto alla distribuzione della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) a tutti gli assistiti aventi diritto iscritti al SSN. Si consiglia agli assistiti che non avessero ancora ricevuto tale tessera di richiedere prima di partire il Certificato Sostitutivo Provvisorio.

DOVE RICHIEDERE IL CERTIFICATO SOSTITUTIVO PROVVISORIO:
Per ottenere tale Certificato è necessario presentare richiesta, compilando l’apposito modello (allegato), unitamente ad un documento di riconoscimento in corso di validità, tessera sanitaria e codice fiscale presso:
- i Distretti della ex ULSS n. 20
- i Punti Sanità della ex ULSS n. 21
- i Distretti della ex ULSS N. 22
della ULSS, presso la quale l’assistito è iscritto, che provvederà a rilasciare l’attestato
Gli operatori dei Distretti/Punti Sanità contestualmente alla emissione del Certificato Sostitutivo Provvisorio provvederanno a richiedere l’emissione della TEAM alla SOGEI.

A decorrere dalla richiesta di emissione della TEAM saranno necessari circa 20-30 giorni affinché l’assistito possa ricevere la tessera.

Per i figli minori la richiesta dovrà essere presentata da un genitore.

VALIDITA’ DOCUMENTI:
La TEAM è valida fino alla data indicata al punto 9 della tessera stessa; il Certificato Sostitutivo Provvisorio può avere una validità massima di 90 giorni.

SE VI TROVATE ALL’ESTERO:
  • la domanda per il Certificato Sostitutivo Provvisorio può essere inviata:
- ai Distretti della ex ULSS n. 20
- ai Punti Sanità della ex ULSS n. 21
- ai Distretti della ex ULSS N. 22
della ULSS presso il quale siete iscritti anche via fax unitamente ad una copia di un documento di riconoscimento ed al codice fiscale (indirizzi – numeri di telefono sul sito aziendale www.aulss9.verona.it).
 
  • e vi siete ammalati ed il periodo di assistenza sanitaria dovesse superare quello indicato sulla TEAM o sul Certificato Sostitutivo Provvisorio, l’Istituzione estera che vi ha preso in cura potrà richiedere alla U.L.S.S. competente (tramite modello S044 o E107), una proroga di validità.

TIPO DI ASSISTENZA GARANTITA:
In caso di bisogno si può accedere direttamente ai servizi sanitari pubblici o convenzionati del Paese di temporaneo soggiorno alle stesse condizioni dei cittadini residenti in quel Paese presentando la TEAM o il Certificato Sostitutivo Provvisorio.

Gli interessati avranno pertanto diritto a ricevere tutte le prestazioni sanitarie che, in relazione allo stato di salute, si rendessero necessarie sotto il profilo medico nel corso della dimora in quel Paese, tenuto conto della natura delle prestazioni e della durata prevista del temporaneo soggiorno.

La qualità e la quantità delle prestazioni sanitarie erogate dipende dalla normativa di ciascuno dei 31 Paesi. Avrete diritto alle prestazioni che normalmente il Paese in cui vi trovate eroga ai propri assistiti e quindi queste prestazioni possono non essere equivalenti a quelle assicurate in Italia.

Sono escluse da questo tipo di assistenza le cosiddette “cure programmate” cioè quelle prestazioni mediche che costituiscono la sola ragione del viaggio all’estero, le quali devono essere preventivamente autorizzate dalla ULSS (con diversa e specifica procedura) con modello S2.

CORRISPETTIVO A CARICO DELL’ASSISTITO:
Essendo equiparati ad un cittadino locale, godrete di tutti i diritti ma sarete anche assoggettati agli obblighi previsti in sede locale (es. pagamento ticket su rette di degenza, o su visite, ecc. che non potrà essere rimborsato).

COSA SUCCEDE SE NON AVETE IL CERTIFICATO:
Qualora siate sprovvisti della TEAM o del Certificato Sostitutivo Provvisorio quest’ultimo può essere richiesto dalla Istituzione estera, tramite modello S044 o E107.

Se ciò non avviene potrebbero essere addebitate all’interessato direttamente tutte le prestazioni sanitarie ricevute.

Al rientro in Italia c’è la possibilità di richiedere il rimborso alla ULSS presentando apposita richiesta presso:
- i Distretti della ex ULSS n. 20
- i Punti Sanità della ex ULSS n. 21
- i Distretti della ex ULSS N. 22
della ULSS di iscrizione alle condizioni, norme e regolamenti vigenti (cfr. procedura n. 4/2017 pubblicata sul sito aziendale www.aulss9.veneto.it alla voce “COSA FARE PER”).

SOSPENSIONE DEL MEDICO DI MEDICINA GENERALE O DEL PEDIATRA DI LIBERA SCELTA
Ai sensi dell’art. 7 della L. 526 del 7.8.82, il Distretto della ULSS di iscrizione deve procedere alla sospensione del medico di medicina generale o del Pediatra di Libera Scelta se il soggiorno all’estero si protrae per un periodo superiore ai 30 giorni continuativi.

Si conferma che la procedura sopra riportata è valida solo per le persone che si recano negli altri 25 Paesi dell’Unione Europea, i 3 della SEE e la Svizzera per motivi di turismo, studio e lavoro.

Diversa è la situazione per chi si reca in temporaneo soggiorno nei Paesi:

CONVENZIONATI:
l’Italia ha sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale anche con i seguenti Paesi: Argentina, Australia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Capoverde, Macedonia, Repubblica di S. Marino, Principato di Monaco, Serbia e Montenegro, Stato del Vaticano, Tunisia.

Le suddette convenzioni prevedono condizioni e requisiti e garantiscono livelli di assistenza diversi rispetto a quelli descritti in questa procedura.

Pertanto, qualora vi dobbiate recare in uno dei suddetti Paesi vi invitiamo a prendere contatto con gli operatori
- dei Distretti della ex ULSS n. 20
- dei Punti Sanità della ex ULSS n. 21
-- dell’Ufficio Stranieri con sede a Bardolino per la ex ULSS N. 22.

NON CONVENZIONATI:
Qualora vi dobbiate recare in un Paese non compreso in quelli indicati in questa procedura o elencati qui sopra, vi invitiamo a prendere contatto con gli operatori:
- dei Distretti della ex ULSS n. 20
- dei Punti Sanità della ex ULSS n. 21
-- dell’Ufficio Stranieri con sede a Bardolino per la ex ULSS N. 22.

Alleg.: - domanda rilascio Certificato Sostitutivo Provvisorio
- facsimile Certificato Sostitutivo Provvisorio

Riferimenti normativi:
Regolamenti CE n. 987/2009, n. 883/2004, n. 631/2004
Decisioni CE n. 189, 190 e 191 DEL 18.6.2003

TEMPORANEO SOGGIORNO ALL ESTERO - SCHEDA OPERATIVA N. 3/2017
DOMANDA RILASCIO CERTIFICATO SOSTIUTIVO PROVVISORIO PER BENEFICIARE DELL ASSISTENZA SANITARIA DURANTE UN TEMPORNAEO SOGGIORNO PER MOTIVI DI TURISMO, STUDIO, LAVORO IN PAESI DELL UNIONE EUROPEA O SEE O SVIZZERA
FAC-SIMILE CERTIFICATO SOSTITUTIVO PROVVISORIO


 

CHI HA DIRITTO

Hanno diritto i cittadini regolarmente iscritti nell’anagrafe sanitaria dell'Ulss.


COSA FARE

Gli interessati appartenenti alle categorie sotto elencate devono presentare la documentazione specifica:
1. LAVORATORE DISTACCATO DEL SETTORE PRIVATO
  • richiesta dell’interessato;
  • nota di incarico a svolgere attività lavorativa all’estero;
  • modello A1 (ex E101) rilasciato dall’Istituto previdenziale competente con validità massima di due anni.

Il documento portabile S1 può essere rilasciato, oltre che al lavoratore distaccato ed ai suoi familiari, sempre con validità massima di 1 anno eventualmente rinnovabile.

2. LAVORATORE DISTACCATO DIPENDENTE PUBBLICO
In tal caso l’Azienda ULSS provvederà a rilasciare il documento portabile S1 acquisendo la seguente documentazione:

  • richiesta dell’interessato;
  • provvedimento di incarico o autocertificazione dello stesso;
  • modello A1 (ex E101) rilasciato dall’Istituto previdenziale territorialmente competente e valevole per l’intera durata del distacco.

Qualora il distacco riguardi un lavoratore pubblico il modello A1 sarà valido per l’intera durata del distacco. Dal terzo anno di distacco in poi non è richiesta la proroga ex art. 16 del Reg. 883/2004 in quanto tali lavoratori rimangono sempre assoggettati alla legislazione dello Stato di appartenenza.Il documento portabile S1 può essere rilasciato, oltre che al lavoratore distaccato ed ai suoi familiari, sempre con validità massima di 1 anno eventualmente rinnovabile.
3. STUDENTI- richiesta dell’interessato;
- autocertificazione relativa al trasferimento della residenza all’estero;
- copia documento di iscrizione presso Università o Istituto Estero.


Per i familiari: dichiarazione da parte dello studente dei familiari a suo carico riportante i nominativi degli stessi.

 

4. LAVORATORI FRONTALIERI
- richiesta dell’interessato;
- autocertificazione relativa alla residenza estera;
- dichiarazione di rientro da parte dell’interessato nel proprio paese di origine il fine settimana o almeno ogni 15 gg;
- dichiarazione della Ditta italiana/contratto di lavoro della ditta italiana
Per i familiari: dichiarazione da parte del lavoratore, dei familiari a suo carico riportante i nominativi degli stessi.

5. FAMILIARE DEL DISOCCUPATO (rilasciato solo per un anno)- richiesta compilata da parte del disoccupato;
- atto notorio dichiarante la ricerca di lavoro nell’altro stato da parte dei familiari;
- autocertificazione relativa al trasferimento della residenza all’estero;
- stato di disoccupazione del titolare comprovato dal Mod. U1.

6. AUTOTRASPORTATORI- richiesta dell’interessato;
- autocertificazione attestante la residenza all'estero;
- dichiarazione della ditta italiana/contratto della ditta italiana.Per i familiari: dichiarazione da parte del lavoratore, dei familiari a carico riportante i nominativi degli stessi.
 

DOVE ANDARE


Distretti 1 - 2
Rivolgersi ad una delle sedi del Distretto di residenza

Distretto 3
Rivolgersi all'Ufficio Stranieri – sede di Legnago c/o Ospedale – Via Gianella, 1
tel. 0042/622610 – e.mail: sezione.stranieri@aulss9.veneto.it
orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle ore 11.00 alle ore 12.30 Martedì dalle ore 14.00 alle ore 15.30

Distretto n. 4
Rivolgersi all'Ufficio Assistenza Sanitaria Italiani all'Estero e Stranieri in Italia– sede di Bardolino – Via Gardesana dell’Acqua 9
tel. 045 6213117 – 136 – e-mail: ufficiostranieri@aulss9.veneto.it
orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

 

CONVENZIONI VIGENTI

 

Si elencano di seguito le categorie di persone beneficiarie, di cure URGENTI o NECESSARIE nel corso di un temporaneo soggiorno in uno degli Stati sotto elencati con i quali la Repubblica Italiana ha stipulato delle convenzioni di sicurezza sociale:

  • Argentina – cittadini dei due Stati contraenti titolari di pensione o rendita e i familiari a carico
  • Australia – Tutti i cittadini italiani e australiani che hanno diritto all’assistenza sanitaria
  • Brasile – cittadini dei due stati contraenti che siano: lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi assimilati ai lavoratori subordinati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico
  • Bosnia-Erzegovina –– cittadini dei due stati contraenti che siano: lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi assimilati ai lavoratori subordinati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico
  • Repubblica di Capoverde – Tutti gli assistiti iscritti al Servizio Sanitario Nazionale che siano:lavoratori subordinati pubblici e privati, e lavoratori autonomi; titolari di pensione (delle predette categorie); famigliari a carico delle predette categorie in base alla legislazione di residenza
  • Macedonia – cittadini dei due stati contraenti che siano: lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi assimilati ai lavoratori subordinati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico
  • Principato di Monaco – cittadini dei due paesi, lavoratori, pensionati e familiari a carico
  • Repubblica di S. Marino – Tutti i lavoratori e le persone assicurate al S.S.N. a prescindere dalla cittadinanza, pensionati, disoccupati e famigliari a carico delle predette categorie
  • Serbia-Montenegro – cittadini dei due stati contraenti che siano: lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi assimilati ai lavoratori subordinati, i pensionati di queste categorie e i familiari a carico
  • Tunisia – Solo lavoratori tunisini occupati in Italia e familiari a carico per distacco in Tunisia

 

COSA FARE

Per avere diritto all'assistenza sanitaria bisogna presentare i seguenti documenti:

  • documento di identità
  • eventuali documenti richiesti dalla normativa vigente, in base agli accordi bilaterali

Nel caso in cui l'interessato non possa presentarsi personalmente, deve compilare il modello di delega.
La persona delegata deve poi presentarsi al distretto munita del modello di delega, di un proprio documento di identità e del documento di identità, originale o in fotocopia, del delegante.
Se l'interessato è minorenne, la richiesta del modello per l'estero deve essere fatta dal genitore, da un tutore o da un terzo provvisto di delega
 

DOVE ANDARE

La documentazione va presentata al proprio distretto di appartenenza


CHI HA DIRITTO

I cittadini regolarmente soggiornanti e iscritti nell’anagrafe sanitaria dell'Ulss , qualora dovessero recarsi in paesi extra comunitari sia ove vigono accordi bilaterali (Argentina – Australia – Brasile – Repubblica di Capoverde – Serbia-Montenegro – Bosnia-Erzegovina – Macedonia – Principato di Monaco – Repubblica di San Marino – Tunisia – Stato del Vaticano) sia ove non vigono accordi bilaterali e rientranti nelle categorie di lavoratori o studenti previste dal DPR 618/80.


COSA FARE

Per avere diritto all'assistenza sanitaria bisogna rivolgersi al proprio distretto di appartenenza e presentare i seguenti documenti:
  • modello DPR 618/80 compilato nella parte di competenza dalla ditta, o dall’Ente o dall’Università

Il distretto compilerà il DPR 618/80 nella parte di competenza e consegnerà all’assistito la copia del modello, la nota informativa e la domanda di richiesta di rimborso da inoltrare al Ministero della Salute in caso di spese sanitarie sostenute durante il temporaneo distacco.
Nel caso in cui l'interessato non possa presentarsi personalmente, è possibile delegare per iscritto un'altra persona.

DOVE ANDARE

La documentazione va presentata al Distretto di residenza

 

Documenti allegati: 

ATTESTATO ART 15 DPR 618
DOMANDA DI RIMBORSO DPR 618/80
INFORMATIVA SPESE RIMBORSO DPR 618/80

CHI PUO’ RICHIEDERE IL RIMBORSO:

Possono richiedere il rimborso:
 

  • cittadini italiani
  • cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea
  • cittadini dell’Islanda, Liechtenstein, Norvegia
  • cittadini della Svizzera
  • profughi
  • apolidi
  • i cittadini extracomunitari, iscritti al SSN;
  • i familiari a carico degli assistiti sopra indicati indipendentemente dalla loro cittadinanza.
CHE ABBIANO SOSTENUTO SPESE PER PRESTAZIONI SANITARIE FRUITE IN:
- PAESI DELL’UNIONE EUROPEA (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria)
- PAESI SEE (Islanda – Liechtenstein – Norvegia)
- SVIZZERA

CONDIZIONI:
  1. che sono iscritti nell’anagrafe degli assistiti della ULSS N. 9 SCALIGERA;
  2. che hanno soggiornato temporaneamente in uno dei Paesi sopra elencati ed hanno pagato le prestazioni sanitarie perché:
      a. non erano in possesso dell’attestato di diritto o della TEAM (e l’Istituzione estera non l’ha richiesto d’ufficio);
  1. le prestazioni sanitarie sono state erogate da una struttura privata.
Si ricorda tuttavia che in alcuni Paesi come la Francia o la Svizzera le strutture sanitarie che erogano le prestazioni possono richiedere il pagamento delle prestazioni sanitarie anche in presenza di un attestato valido o della TEAM.

In tal caso è possibile richiedere subito alla competente istituzione francese (CPAM) o svizzera (LAMal) il rimborso oppure inoltrare la richiesta al rientro in Italia alla propria ULSS.

TIPO DI PRESTAZIONI SANITARIE RIMBORSABILI:

Il Regolamento CE n. 631/2004 ha introdotto il nuovo principio del c.d. “allineamento dei diritti” garantendo a tutti i cittadini in temporaneo soggiorno in un Paese dell’U.E. o SEE o in Svizzera l’erogazione di tutte le cure “necessarie”.

Pertanto è possibile presentare la richiesta di rimborso per tutte le cure “medicalmente necessarie”.

Nella domanda di rimborso devono essere indicati i motivi per i quali l’assistito ha dovuto ricorrere alle prestazioni sanitarie durante il temporaneo soggiorno all’estero.

Non possono essere ammesse a rimborso spese per prestazioni sanitarie qualora risulti dalla documentazione prodotta o da altri eventuali accertamenti effettuati, che l’interessato si è recato all’estero al solo fine di ricevere cure.

Si precisa inoltre che non è ammesso il rimborso di eventuali tickets previsti dalla legislazione del Paese di temporaneo soggiorno (es. ticket su ricoveri ospedalieri fruiti in Francia).

PROCEDURA PER OTTENERE IL RIMBORSO:

L’assistito deve presentare la richiesta di rimborso al:
  • Distretto della ex ULSS n. 20
  • Punto Sanità della ex ULSS n. 21
  • Distretto della ex ULSS n. 22
competente per la zona di residenza/domicilio compilando l’apposita domanda (vedi mod. RIMB UE).
SOGGETTO CHE PUO’ PRESENTARE DOMANDA DI RIMBORSO:
La domanda di rimborso deve essere compilata e sottoscritta dal titolare del diritto all’assistenza sanitaria.

Per i figli minorenni la domanda va compilata e sottoscritta dal/i legale/i rappresentante/i.

DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DOMANDA DI RIMBORSO:
Alla domanda di rimborso devono essere allegate le relative fatture in originale.

Le fatture devono essere debitamente quietanzate. In alternativa è possibile allegare la ricevuta bancaria o postale attestante l'avvenuto pagamento.

MODALITA’ PER LA DETERMINAZIONE DELL’IMPORTO RIMBORSABILE (TARIFFAZIONE):

Il rimborso delle spese sostenute può avvenire secondo uno di questi due criteri:
  1. in base alle tariffe vigenti in Italia per le stesse prestazioni secondo la legislazione vigente nel nostro Paese (art. 25 lettera b) del Reg. CE 987/09);
  2. in base alle tariffe ed alle disposizioni vigenti nel Paese dove l’assistito ha dovuto far ricorso all’assistenza sanitaria.
In entrambi i casi si fa presente che non è possibile determinare anticipatamente l’ammontare del rimborso e che lo stesso può non corrispondere al 100% della spesa sostenuta.
 
  1. TARIFFAZIONE IN BASE ALLE TARIFFE ED ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI IN ITALIA:
se l’assistito vuole che il rimborso delle spese sostenute avvenga in base alle disposizioni ed alle tariffe vigenti in Italia, dovrà specificare nella domanda di rimborso che intende dare il proprio consenso all’applicazione di questa procedura ed allegare la traduzione in lingua italiana della documentazione di spesa.

Si ricorda che in tal caso il rimborso sarà pari alla tariffa prevista dai tariffari regionali o dagli accordi collettivi nazionali per la prestazione sanitaria fruita all’estero al netto dell’eventuale ticket previsto dalla normativa italiana vigente.

Si precisa che la disposizione contenuta nell’art. 25 lettera b del Reg. CE 987/09, che prevede la possibilità di optare per il rimborso sulla base delle tariffe vigenti in Italia, trova applicazione nell’ipotesi in cui l’assistito, trovandosi nella necessità di fruire di prestazioni sanitarie all’estero, sia stato costretto a sostenere l’intero costo delle prestazioni fruite, a causa della mancata esibizione e/o accettazione della Tessera Europea di Assicurazione Malattia. In tal caso infatti non avendo presentato la TEAM o non essendo stata questa accettata (per es. perché l’assistito si è rivolto a strutture private), nulla è addebitato all’ULSS di iscrizione dell’assistito da parte dell’Istituzione estera in quanto i Regg. CE non hanno potuto trovare applicazione.

Non è invece ammesso il rimborso di eventuali tickets previsti dalla legislazione del Paese di temporaneo soggiorno (es. ticket su ricoveri ospedalieri applicati dalla Francia) perché in tal caso i Regg. CE sono stati correttamente applicati: infatti l’istituzione estera provvederà ad addebitare alla ULSS di iscrizione dell’assistito la differenza tra il costo della prestazione ed il ticket previsto corrisponde cioè alla quota che il Servizio Sanitario pubblico di tale Paese assicura ai propri cittadini.
 
  1. TARIFFAZIONE IN BASE ALLE TARIFFE ED ALLE DISPOSIZIONI VIGENTI NEL PAESE DOVE L’ASSISTITO HA DOVUTO FAR RICORSO ALL’ASSISTENZA SANITARIA:
se l’assistito vuole che il rimborso delle spese sostenute avvenga in base alle disposizioni ed alle tariffe vigente nel Paese dove è soggiornato, dovrà specificare nella domanda di rimborso che non intende dare il proprio consenso al rimborso sulle base delle tariffe vigenti in Italia.

La richiesta di rimborso unitamente a tutta la documentazione originale di spesa verrà trasmessa all’Istituzione estera competente che restituirà la documentazione indicando l’importo da rimborsare all’assistito secondo quanto previsto dalla legislazione di quel Paese.

In tal caso il rimborso sarà determinato dall’Istituzione estera sulla base delle tariffe pubbliche previste nel Paese di temporaneo soggiorno decurtate di eventuali tickets previsti dalla legislazione di tale Paese.

Si precisa che eventuali esenzioni tickets riconosciute secondo la legislazione italiana non potranno essere riconosciute nel caso di determinazione del rimborso secondo la legislazione estera.

RICHIESTE DI RIMBORSO DELLE SPESE SOSTENUTE PER PRESTAZIONI SANITARIE FRUITE DURANTE TEMPORANEI SOGGIORNI NELLA REPUBBLICA DI S. MARINO:

La Convenzione bilaterale di Sicurezza Sociale vigenti tra la Repubblica italiana e la Repubblica di S. Marino prevede la possibilità di ottenere rimborsi delle spese sostenute per prestazioni sanitarie “URGENTI”.

ARGENTINA, AUSTRALIA, BOSNIA-ERZEGOVINA, BRASILE, CAPOVERDE, MACEDONIA, REPUBBLICA JUGOSLAVIA, PRINCIPATO DI MONACO, STATO DEL VATICANO, TUNISIA:
Per questi Paesi convenzionati è assolutamente necessario che gli assistiti siano preventivamente in possesso della modulistica prevista dalle rispettive convenzioni che deve essere in ogni caso sempre presentata agli Uffici Sanitari del Paese di temporaneo soggiorno per ottenere l’assistenza sanitaria.

Le convenzioni con i suddetti Paesi non prevedono la possibilità di rimborso al rientro in Italia.

Pertanto, qualora vi dobbiate recare in uno dei suddetti Paesi vi invitiamo a prendere contatto con gli operatori dei:
- Distretti della ex ULSS n. 20
- dei Punti Sanità della ex ULSS n. 21
- Distretti della ex ULSS N. 22
(indirizzi – numeri di telefono sul sito aziendale www.aulss9.verona.it).

Per ogni eventuale, ulteriore informazione è possibile contattare:
 
  • Ex ULSS n. 20 (Verona) – Sig.ra Alessia Cerpelloni (tel. 045/8075748)– Sig.ra Barbara Salgarelli (tel. 045/8075884) U.O.C. Servizio Professionisti in convenzione – con sede a Verona – Via Murari Bra’ 35/b;
  • Ex ULSS n. 21 (Legnago) – Sig.ra Gianna Muschio (tel. 0442/622610) – Sig. Tiziano Roncaglia (tel. 0442/622767) Sezione Stranieri – con sede a Legnago – Via Gianella n. 1;
  • Ex ULSS n. 22 (Bussolengo) – Sig.ra Rosanna Canali (tel. 045/6213117) - Sig.ra Isabella Prandini (tel. 045/6213136) Ufficio Stranieri – con sede a Bardolino – Via Gardesana dell’Acqua n. 9.
Alleg,: - mod. rimb. UE: richiesta di rimborso spese sostenute in Paesi UE – SEE - Svizzera
  • mod. san UE: parere del sanitario per richiesta rimborso spese sostenute in Paesi UE – SEE - Svizzera
  • mod. rimb SM: richiesta rimborso spese sostenute nella Repubblica di S. Marino
  • mod. san SM: parere del sanitario per richiesta rimborso spese sostenute nella Repubblica di S. Marino


Riferimenti normativi:
Regolamenti CE n. 631/04, n. 883/04, n. 987/09
Nota Ministero della Salute DG RUERI/7560/I.3.b del 30.8.2005

MODULISTICA

RIMBORSO SPESE SOSTENUTE DA PERSONE CHE SI SONO RECATE ALL ESTERO O SI TROVANO ALL ESTERO PER MOTIVI DI TURISMO - STUDIO - LAVORO (senza trasferimento della residenza all estero - SCHEDA OPERATIVA N. 4/2017
MOD. RIMB UE - DOMANDA RIMBORSO SPESE SOSTENUTE IN PAESI UE O SEE O SVIZZERA
MOD. SAN UE - PARERE SANITARIO RIMBORSO SPESE SOSTENUTE IN PAESI UE O SEE O SVIZZERA
MOD. RIMB SM - DOMANDA DI RIMBORSO SPESE PER PRESTAZIONI SANITARIE FRUITE NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO
MOD. SAN SM - PARERE SANITARIO RIMBORSO SPESE SOSTENUTE NELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO

Con Dec. Leg.vo 4 marzo 2014, n. 38, sono state recepite la direttiva 2011/24/UE riguardante l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera nonché la direttiva 2012/52/UE concernente misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro (cfr. allegati n. 1, 2 e 3).

La direttiva 2011/24/UE è diretta ad eliminare gli ostacoli che impediscono ai pazienti di curarsi in altri Paesi dell’Unione Europea, formalizzando il diritto – affermato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’U.E., in attuazione dei principi di libera circolazione dei servizi e delle persone enunciati dai Trattati dell’Unione Europea – di recarsi in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza al fine di riceverne cure ed ottenere al proprio rientro il relativo rimborso.

Si ricorda che la possibilità di ricevere assistenza sanitaria transfrontaliera è già garantita

  • dai regolamenti comunitari n. 883/2004 e n. 987/2009 che prevedono sia la possibilità di usufruire di prestazioni sanitarie “necessarie” durante temporanei soggiorni (turismo, studio, lavoro) che di prestazioni sanitarie “programmate” durante trasferimenti per cure in uno degli Stati dell’Unione europea, in Svizzera e in uno dei Paesi dello Spazio Economico Europeo SEE (Novergia, Islanda e Liechtenstein)
  • dalle Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi in Convenzione (Capoverde, Jugoslavia, Macedonia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Vojvodina, Principato di Monaco, Rep. San Marino) a seconda della specifica categoria di assistiti e secondo quanto previsto dalla singola convenzione;
  • dal D.M. 3.11.89 (cosiddetta assistenza in forma indiretta) quando l’assistito chiede di usufruire di prestazioni all’estero in strutture sanitarie private non convenzionate, che si trovino in un Paese U.E. o SEE o in Svizzera, in strutture sanitarie private non convenzionate, che si trovino in un Paese con il quale vige una Convenzione bilaterale o in strutture sanitarie che si trovino in un Paese con il quale non vige una Convenzione bilaterale
secondo le procedure descritte nelle schede operative n. 1/2017 e n. 3/2017 pubblicate sul sito aziendale www.aulss9.veneto.it alla voce “COSA FARE PER”.

In questo quadro normativo, la direttiva 2011/24/UE si pone quindi come disciplina integrativa applicabile tuttavia solo nel caso di prestazioni di assistenza sanitaria transfrontaliera di cui intendono fruire gli assistiti di uno Stato membro dell’Unione Europea, esclusivamente in un Paese dell’Unione Europea.

Si precisa inoltre che la direttiva non si applica:
  • ai servizi assistenziali di lunga durata il cui scopo sia di sostenere le persone che necessitano di assistenza nello svolgimento di compiti quotidiani e di routine;
  • all’assegnazione ed accesso agli organi ai fini dei trapianti di organo;
  • ai programmi di vaccinazione contro le malattie contagiose, volti esclusivamente a proteggere la salute della popolazione nel territorio nazionale e subordinati ad una pianificazione e a misure di attuazione specifiche.
In attesa dell’adozione da parte del Ministero della Salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, di apposite linee guida dirette ad implementare quanto previsto dal Decreto Leg.vo 38/2014, attuativo della Direttiva 2011/24/UE, ed ad esplicitare in quali casi si applica detto Decreto e in quali casi i Regg. CE 883/2004 e 987/2009, si forniscono le seguenti indicazioni:

ai sensi dell’art. 8 del dec. Leg.vo 38/2014, gli assistiti iscritti nell’anagrafe di una ULSS del SSN (cittadini italiani, comunitari, extra-comunitari) che si sono avvalsi dell’assistenza sanitaria trasfrontaliera, hanno diritto ad ottenere il rimborso dei costi sostenuti:
  • se e nella misura in cui le prestazioni sanitarie fruite siano comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza di cui al Decreto del Presidente del Consigli dei Ministri 12.1.2017;
  • in misura corrispondente alle tariffe regionali vigenti al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente. In ogni caso, tale rimborso non può superare il costo effettivo sostenuto.
Ai fini del rimborso ed in attesa dell’individuazione, da parte del Ministero della Salute, delle prestazioni sottoposte ad autorizzazione preventiva, ai sensi dell’art. 9 cc. 2 lettere a,b,c ed 8 del Dec. Leg.vo 38/2014, è necessaria la preventiva autorizzazione della ULSS di iscrizione nel caso di prestazioni sanitarie che :
 
  1. comportano il ricovero del paziente per almeno una notte;
  2. richiedono l’utilizzo di un’infrastruttura sanitaria o di apparecchiature mediche altamente specializzate e costose, comprese quelle utilizzate nella diagnostica strumentale, con particolare riferimento alle prestazioni di cui agli articoli 3 e 5 della legge 23.10.1985, n. 595 ed ai successivi decreti ministeriali attuativi;
  3. richiedono cure che comportano un rischio particolare per il paziente o la popolazione;
  4. sono prestate da un prestatore di assistenza sanitaria che potrebbe suscitare gravi e specifiche preoccupazioni quanto alla qualità o alla sicurezza dell’assistenza.
L’autorizzazione preventiva è negata quando (art. 9 c. 6):
  1. in base ad una valutazione clinica, il paziente sarebbe esposto con ragionevole certezza ad un rischio per la sua sicurezza che non può essere considerato accettabile, tenuto conto del potenziale beneficio per il paziente stesso dell’assistenza sanitaria transfrontaliera richiesta;
  2. a causa dell’assistenza sanitaria transfrontaliera in questione, il pubblico sarebbe esposto con ragionevole certezza a notevoli pericoli per la sicurezza;
  3. l’assistenza sanitaria in questione è prestata da un prestatore di assistenza sanitaria che suscita gravi e specifiche preoccupazioni quanto al rispetto degli standard e orientamenti relativi alla qualità dell’assistenza e alla sicurezza del paziente, comprese le disposizioni sulla vigilanza, indipendentemente dal fatto che tali standard e orientamenti siano stabiliti da disposizioni legislative e regolamentari o attraverso sistemi di accreditamento istituiti dallo Stato membro di cura;
  4. l’assistenza sanitaria in questione può essere prestata nel territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, tenuto presente lo stato di salute ed il probabile decorso della malattia.
Fatti salvi i casi sopra indicati, l’autorizzazione preventiva non può essere rifiutata quanto la prestazione sanitaria richiesta non può essere prestata sul territorio nazionale entro un termine giustificabile dal punto di vista clinico, sulla base di una valutazione oggettiva dello stato di salute del paziente, dell’anamnesi e del probabile decorso della sua malattia, dell’intensità del dolore e della natura della sua disabilità al momento in cui la richiesta di autorizzazione è stata presentata o rinnovata.

Si sottolinea che eventuali danni alla salute, derivanti da prestazioni sanitarie transfrontaliere di cui si siano avvalsi gli assistiti del SSN, non sono in alcun modo imputabili al Servizio Sanitario Nazionale ancorché le prestazioni stesse siano state preventivamente autorizzate dall’ULSS ai sensi degli artt. 9 e 19 del decreto leg.vo 35/2014.

L’assistito che chiede la preventiva autorizzazione per la fruizione di cure transfrontaliere ai sensi della direttiva 2011/24/UE, deve presentare domanda presso:

- i Distretti della ex ULSS n. 20
- l’Ufficio Stranieri della ex ULSS n. 21
- l’Ufficio Stranieri con sede a Bardolino – Via Gardesana dell’Acqua n. 9 per la ex ULSS N. 22

utilizzando il modulo D 3 – DOMANDA PER PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE CURE TRASFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE specificando:
  1. il prestatore di assistenza sanitaria presso cui intende recarsi.
  2. il luogo prescelto per la prestazione;
  3. la prestazione sanitaria di cui intende usufruire all’estero;
  4. l’indicazione diagnostica o terapeutica;
La domanda dovrà essere corredata da certificazione medica (prescrizione rossa Medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta).

Solo per le domande accolte presso i Distretti della ex ULSS n. 20, dopo aver verificato che la prestazione sanitaria prescritta rientri tra le prestazioni sanitarie comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza di cui al Decreto del Presidente del Consigli dei Ministri 12.1.2017, comunica l’esito di detta verifica e trasmette tutta la documentazione all’UOC Servizio Professionisti in Convenzione delle ex ULSS n. 20.

In attesa di indicazioni regionali, la domanda di preventiva autorizzazione, sarà trasmessa, nei casi di cui alle lettere a) b) e d) del comma 6 dell’art. 9 del Dec. Leg.vo 38/2014 al Centro Regionale di Riferimento competente, per la relativa valutazione clinica.

L’ULSS nel termine di 30 giorni (ridotto a 15 nei casi di particolare urgenza adeguatamente motivati nella domanda di autorizzazione) provvederà a comunicare all’assistito il provvedimento di concessione con indicazione del costo della prestazione ammesso a rimborso (corrispondente alle tariffe regionali vigenti al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente) o il diniego dell’autorizzazione preventiva debitamente motivato indicando uno o più casi di cui alle lettere a) b) c) d) di cui al comma 6 dell’art. 9 sopra indicate.

Al fine di ottenere il rimborso dei costi sostenuti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera ai sensi della direttiva 2011/24/UE, l’assistito, entro 60 gg. dall’erogazione della prestazione, salvo comprovati casi eccezionali, presenta apposita domanda di rimborso presso
  1. l’Ufficio stranieri della ex ULSS n. 22 – Bardolino
  2. l’Ufficio stranieri della ex ULSS n. 21 - Legnago
  3. l’UOC Servizio Professionisti in Convenzione della ex ULSS n. 20 - Verona
competente per l’ambito territoriale di residenza dell’assistito, utilizzando il modulo R6 – Richiesta rimborso direttiva 2011/24/UE - allegando l’originale della certificazione medica e le fatture in originale emesse dal prestatore di assistenza sanitaria debitamente quietanzate.

Il rimborso, corrispondente alla tariffa regionale vigente per la prestazione fruita, al netto della compartecipazione alla spesa secondo la normativa vigente, sarà corrisposto entro 60 gg. dal ricevimento della richiesta. In ogni caso, tale rimborso non può superare il costo effettivo sostenuto.

Alleg.: - n. 1 Decreto Leg.vo 38/2014
  • n. 2 Direttiva 2011/24/UE
  • n. 3 Direttiva 2012/52/UE
  • mod. D3 - DOMANDA PER PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE CURE TRASFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE
  • mod. R6 - Richiesta rimborso direttiva 2011/24/UE


MODULISTICA

CURE TRASFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE - SCHEDA OPERATIVA N. 2/2017
MODELLO D3 - DOMANDA DI PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE CURE TRANSFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE
MODELLO R6 - DOMANDA DI RIMBORSO SPESE SOSTENUTE ALL ESTERO PER CURE TRANSFRONTALIERE DIRETTIVA 2011/24/UE
DECRETO LEGISLATIVO 4.3.2014 N. 38
DIRETTIVA UNIONE EUROPEA 2011-24-UE
DIRETTIVA UNIONE EUROPEA 2012-52-UE

 

Ultimo aggiornamento: 08/11/2017
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