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IN VIAGGIO ATTRAVERSO LA BELLEZZA VERSO LA SPERANZA

Ci sono luoghi in cui l’arte diventa cura

 

Il progetto “In viaggio attraverso la bellezza verso la speranza” nasce da un’idea che mi frullava in testa da anni. Mi chiamo Sara Ottaviani e sono un Medico Anestesista-Rianimatore presso la UOC di Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale Magalini di Villafranca. 

Quando, nel luglio 2018, ci siamo trasferiti da Bussolengo a Villafranca, ho subito apprezzato gli ampi spazi del nuovo Ospedale, ma ho anche notato la carenza di colori che contraddistingueva le pareti della Terapia Intensiva, rendendo l’ambiente, già di per sé delicato, ancora più triste ed impersonale. Le sensazioni si sono fatte ancora più insistenti durante la pandemia Covid, quando la carenza di colore e speranza aveva drammaticamente invaso non solo il reparto di Terapia Intensiva con i suoi pazienti, ma anche il personale sanitario coinvolto. Il desiderio di rendere questo spazio, particolarmente delicato, più accogliente ed umano, diventa un chiodo fisso, finché, nel giugno 2024, incontro in Ospedale la Prof.ssa Alessandra Truncali in occasione di una sua disavventura sanitaria. Conosco Alessandra da diversi anni, ho avuto modo di apprezzarne non solo le qualità artistiche ma anche la grande sensibilità e capacità di stare con i ragazzi, di farli lavorare con sorprendenti risultati e soddisfazioni. Ecco che l’idea inizia a prendere forma! Ho portato Alessandra a vedere l’ingresso della Terapia Intensiva, ho condiviso con lei i miei pensieri e l’ho coinvolta in questo ambizioso progetto, che ha accolto subito con vivace entusiasmo. È bastato dare il “LA” e le idee sono fluite come un fiume in piena. Dopo le dovute approvazioni ed autorizzazioni delle rispettive Direzioni, ci siamo messe al lavoro.

Obiettivo: offrire un messaggio di vicinanza, speranza e cura, a pazienti, familiari e personale sanitario, attraverso la realizzazione di pannelli grafici e artistici, ideati e prodotti dagli studenti, sostenuti economicamente da privati, a decorazione delle pareti d’ingresso del reparto di Terapia Intensiva, rendendo l’ambiente più accogliente ed umano, affinché il tempo trascorso in questo luogo di cura non sia solo contrassegnato da dolore, stress, angoscia ma anche da fiducia, amore e speranza.

L’iniziativa vuole unire valore sociale, educativo e territoriale:

-        per i ragazzi rappresenta un’esperienza formativa significativa, che li rende protagonisti attivi di un  progetto di utilità collettiva e di sensibilità civica

-        per l’ospedale costituisce un miglioramento concreto degli spazi di accoglienza

-        per il territorio è un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, sanità e mondo imprenditoriale

La Prof.ssa Truncali coglie appieno il mio pensiero e propone di rappresentare elementi naturali…ALBERI, nelle 4 stagioni, secondo una prospettiva dal basso verso l’alto, la medesima dei pazienti allettati. I ragazzi delle classi 1-2-3 A-B-C dell’ICS Cavalchini-Moro di Villafranca, con i loro disegni, hanno reso possibile questo piccolo miracolo.

Fasi del Progetto

        Abbiamo scelto 4 immagini di alberi nelle diverse stagioni ed una poesia che esprimesse il ciclo  della vita attraverso elementi naturali.

        In collaborazione con la dott.ssa Silvia Bassanini e l’Infermiera Miriam Elisa Aldighieri del          Coordinamento Ospedaliero Trapianti, siamo intervenute nelle classi terze per spiegare ai ragazzi        cosa significa essere ricoverati in Terapia Intensiva e cosa significa “Donare: la vita è un gioco di  squadra”.

        Mio marito Dario, grazie alle sue competenze professionali ed al sostegno della Società per cui     lavora, ha realizzato la copia delle immagini in dimensioni tali da ottenere 195 fogli per i ragazzi        delle classi 2 B-C e 3 A-B-C. 

        Ogni ragazzo aveva una tessera del mosaico, da copiare e colorare secondo le indicazioni della  Professoressa; l’elaborato artistico doveva essere realizzato tenendo conto del lavoro di altri          ragazzi, con il quale doveva combaciare per tratti, colori e sfumature: un gran lavoro di squadra e di          confronto, diretto da un' abile Team-leader!

        Una volta realizzati, tutti i singoli disegni sono stati assemblati, come un puzzle, in modo tale da         riprodurre le immagini iniziali, e, grazie alla professionalità del grafico Peter Hochstetter, riprodotti    in formato digitale da consegnare alla tipografia per la stampa su supporto adeguato     all’esposizione in ambiente ospedaliero.

        Una volta pronti, i pannelli sono stati affissi alle pareti del corridoio d’ingresso della Terapia       Intensiva, pronti per essere ammirati da quanti avranno modo di apprezzarne il grande impatto       emotivo.

        I disegni originali, invece, sono stati fissati su telai rigidi e consegnati alla Scuola, affinché restino         sempre un segno concreto del lavoro svolto da questi ragazzi per la loro Comunità, nonché motivo     di ulteriore abbellimento degli ambienti scolastici.

        I ragazzi delle classi 1 A-B-C e 2 A hanno invece realizzato 840 segnalibri, riproducendo parte delle   medesime immagini. I segnalibri, plastificati e ritagliati, sono a disposizione di pazienti e parenti  durante la loro permanenza in Terapia Intensiva, nonché del personale sanitario.

        Abbiamo poi provveduto a stampare 500 copie della poesia, in formato cartolina, disponibili  all’ingresso del reparto sempre per pazienti, parenti e personale sanitario.

        Abbiamo anche creato un LOGO, che esprimesse l’essenza del progetto: rappresenta un albero, le     cui radici affondano nel Dono e nell’ Amore altrui, dove il tronco ed i rami raffigurano persone che  con la loro forza e resilienza sostengono foglie vitali ed accompagnano quelle fragili.

        Nel frattempo abbiamo cercato collaborazioni e contributi economici per finanziare il progetto e    realizzare questa giornata inaugurale.

Risultato: creazione di 5 pannelli grafici originali ed unici, ognuno realizzato dall’unione di elaborati artistici prodotti dai ragazzi, che hanno lavorato come una squadra che persegue un unico obiettivo, ognuno con la propria capacità ed originalità. Ogni singolo riquadro è diverso per tratto e colore, ma nell’insieme identifica un unico soggetto foriero di un messaggio condiviso.

Un albero visto dal basso, con gli occhi di chi è allettato, diventa un invito silenzioso ma carico di profonde emozioni:

le RADICI, anche se invisibili, richiamano ciò che tiene in vita quando tutto sembra fragile, la memoria, gli affetti ed il corpo che resiste; simboleggiano anche la competenza professionale, l’etica, la fiducia e la comunicazione tra paziente, familiare ed operatore sanitario.

Il TRONCO rappresenta resistenza e resilienza, qualcosa che resta in piedi nonostante la tempesta, il lavoro di squadra di medici, infermieri ed operatori che insieme garantiscono stabilità e continuità anche nelle situazioni più critiche.

RAMI, che si intrecciano e tendono verso l’alto, richiamano le diverse figure professionali coinvolte nell’assistenza al paziente, le relazioni tra personale sanitario, pazienti e familiari, sottolineando l’importanza dell’integrazione e della collaborazione.

Le FOGLIE rappresentano i nostri singoli pazienti con le loro storie fragili, uniche ma essenziali.

La CHIOMA, che si apre verso l’alto, suggerisce non una certezza ma una direzione, la speranza.

La LINFA, che scorre nell’albero e lo nutre, è il flusso continuo di informazioni, emozioni e decisioni che permette a tutto il sistema di vivere e funzionare.

Ogni parte dell’albero esiste e funziona grazie alle altre. Allo stesso modo i ragazzi hanno potuto sperimentare il lavoro di squadra, così come il benessere del paziente nasce dalla collaborazione armonica tra team sanitario e familiari, uniti in un unico progetto di cura.

Visto dal basso, la medesima prospettiva dei pazienti allettati, l’albero non è solo una forza, diventa distanza, desiderio, qualcosa da raggiungere; lo sguardo che sale lungo i rami è lo stesso che cerca luce, aria, futuro.

In questo contrasto tra natura e tecnologia, l’albero restituisce serenità, rispetto, protezione, non cancella la fragilità del luogo ma la accompagna, non promette guarigione ma ricorda che la vita, anche nelle condizioni peggiori, tende sempre verso l’alto alla ricerca della luce.




Villafranca, 23 maggio 2026



Dott.ssa Sara Ottaviani

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Data di pubblicazione: 25 maggio 2026
Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2026 14:16

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