INFORMATIVA BREVE

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Faq - Vaccinazioni anti COVID

 
Attraverso il link https://vaccinicovid.regione.veneto.it/ .
Non è possibile procedere con la prenotazione in altri modi.
 
L'ULSS 9 applica quanto previsto dalla nota regionale di recepimento della Circolare del Ministero della Salute prot. n. 19748 del 5.5.2021 "Trasmissione parere CTS in merito all'estensione dell'intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRNA". Pertanto gli appuntamenti delle seconde dosi vengono predisposti nel rispetto delle indicazioni contenute nella suddetta Circolare.
E’ possibile disdire l’appuntamento per la prima dose, prenotato tramite portale regionale, direttamente dal link presente nella mail di conferma prenotazione.
In caso si volesse spostare l’appuntamento è necessario disdire e successivamente procedere con una nuova prenotazione.
In caso di non inserimento di un indirizzo email valido in corso di prenotazione, è possibile disdire chiamando il numero verde 800 93 66 66 per tutti i CVP dell’ULSS 9, ad eccezione del CVP Fiera per cui è invece necessario rivolgersi all'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.
Si ricorda che in caso di non disdetta della prenotazione sarà possibile procedere con una nuova prenotazione il giorno successivo rispetto alla prenotazione prevista.
E’ possibile chiamare i numeri verde aziendale per avere conferma telefonica dell’appuntamento in caso di disguido informatico. Raccomandiamo al momento della prenotazione, eseguita anche presso le farmacie, di scrivere correttamente indirizzo email e numero di cellulare.
Al fine di poter garantire la somministrazione delle seconde dosi di vaccino mantenendo livelli ottimali di efficacia, tenuto conto della natura e della complessità della campagna vaccinale di massa, gli appuntamenti per le seconde dosi verranno spostati solo per giustificati e comprovati motivi. Per fare richiesta, compila il modulo
Verrà rilasciato sia dopo la somministrazione della prima dose, sia al termine del ciclo vaccinale. Il certificato verrà caricato anche sul Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale. Per maggiori informazioni consultare la pagina
 
Con il DL 52 del 22/4/2021 è stata istituita la certificazione verde COVID-19 di avvenuta vaccinazione.
Per maggiori informazioni consulta la pagina
In base al piano nazionale e regionale (https://www.regione.veneto.it/emergenza-coronavirus?articleId=10697030).
Nessuna coorte sarà esclusa dall'offerta vaccinale e la programmazione sarà disponibile solo a seguito delle previsioni di fornitura di vaccini da parte degli organismi centrali.
 
Il vaccino è riservato agli assistiti (residenti/domiciliati) dell'ULSS 9 per quanto riguarda la popolazione generale. Per i non assistiti, che vivono nella provincia di Verona, si consiglia di rivolgersi al distretto di riferimento del domicilio per registrare all’anagrafe regionale il cambio domicilio. Per gli assistiti che vivono fuori dalla provincia di Verona e hanno difficoltà a raggiungere il territorio veronese per la vaccinazione, è necessario rivolgersi all’asl del domicilio formale per avere informazioni su come eseguire la vaccinazione presso loro.
Invece per quanto riguarda le categorie di lavoratori, saranno vaccinati nell’ULSS territorialmente competente in base alla sede lavorativa (es Medico di Catania o insegnante di Roma che lavorano nel territorio veronese, vengono vaccinati qui).
 
I Centri di Vaccinazione di Popolazione sono consultabili al seguente link
Viene garantita anche la vaccinazione a domicilio per i soggetti non ambulabili e/o in assistenza domiciliare (ADI). Sono già state programmate delle sedute vaccinali a domicilio per le persone non autonome e/o non trasportabili, organizzate dai servizi sanitari territoriali competenti con la collaborazione dei medici di medicina generale.
Prima dell’appuntamento è necessario leggere le note informative e compilare il modulo di consenso e anamnesi accessibili dal link presente nella mail di conferma della prenotazione (scaricabili anche quii)
E' necessario inoltre presentarsi con tessera sanitaria.
 
Il giorno dell’appuntamento verrà eseguita l’anamnesi da parte di personale sanitario per valutare la presenza di controindicazioni alla vaccinazione.
L’idoneità alla vaccinazione per queste persone verrà valutata dal medico curante/specialista e dal medico vaccinatore al momento dell’appuntamento.
Le allergie non sono una controindicazione assoluta alla vaccinazione. Al momento dell’appuntamento verrà valutata dal personale vaccinatore l’idoneità alla vaccinazione e l’eventuale indicazione ad allungare il periodo di osservazione post-vaccinale.
Per chi soffre di asma bronchiale persistente grave ben controllato dalla terapia è raccomandata la vaccinazione con osservazione prolungata a 60 minuti. In caso di asma non controllato la somministrazione del vaccino va rinviata fino a quando la situazione clinica non sia di nuovo sotto controllo. Se il controllo dell’asma non viene raggiunto nonostante la terapia ottimale, il vaccino deve essere somministrato sotto controllo medico in ambiente protetto (ospedaliero) con osservazione per 60 minuti.
Come tutti i vaccini anche quelli contro il virus Sars-Cov-2 possono dare effetti indesiderati. Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. Consigliamo di leggere attentamente la nota informativa dei vaccini anti-covid prima della somministrazione della prima dose.
Per le segnalazioni di reazioni da vaccino anti covid è stato dedicato un portale specifico: www.vigicovid.it
L’indicazione o meno all’esecuzione della seconda dose verrà valutata dal personale medico in occasione del secondo appuntamento.
Le persone con una storia di reazioni gravi, allergiche e non, alla prima dose, non devono sottoporsi alla seconda dose, ma devono rivolgersi a un Centro di riferimento con esperienza sulle reazioni alle vaccinazioni, per un approfondimento specialistico.
NB. Per “reazione avversa grave” si intende che abbia richiesto ricovero ospedaliero o necessità di trattamento prolungato, o rappresentato un pericolo per la vita.
 
Le persone che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2 confermata da test molecolare (o antigenico di terza generazione), sia con sintomi sia senza sintomi, riceveranno un’unica dose di vaccino somministrata dopo almeno 3 mesi, ma non oltre 6 mesi dall’infezione. Al contrario, riceveranno le due dosi, se si tratta di persone immunocompromesse o che seguono una terapia immunosoppressiva. 
Si sottolinea l'inutilità di test sierologici o molecolari prima e dopo la vaccinazione.
Nella maggioranza della popolazione la prima dose di vaccino evoca un’iniziale risposta immunitaria che conferisce una protezione solo parziale. Questa inizia, a seconda del tipo di vaccino, dopo circa 2-3 settimane dalla prima dose, mantenendo quindi il rischio di COVID-19 ancora consistente, seppur ridotto. La seconda dose di vaccino è necessaria, quindi, per incrementare la risposta immunitaria e ottenere la protezione vaccinale ottimale. L’infezione/malattia da SARS CoV 2, confermata da un test molecolare o antigenico di terza generazione dopo la prima dose di vaccino, rappresenta un potente stimolo per il sistema immunitario che si somma a quello fornito dalla prima dose di vaccino. Alla luce di questo e del fatto che l’infezione naturale conferisce una risposta immunitaria specifica per il virus, non è indicato somministrare a queste persone la seconda dose vaccinale. La vaccinazione parziale e la successiva infezione non precludono un eventuale richiamo della vaccinazione anti COVID-19 nel futuro, se i dati sulla durata della protezione immunitaria indicheranno questa necessità.
 
Compila il modulo.
La seconda dose viene sospesa e verrà riprogrammata al termine della quarantena con tampone molecolare negativo.
 
I Medici di Medicina Generale che hanno dato la loro disponibilità hanno già iniziato ad eseguire le vaccinazioni dei propri assistiti.
Attualmente sono stati autorizzati quattro vaccini:
Pfizer: somministrabile a partire dai 16 anni
Moderna: somministrabile a partire dai 18 anni
Astrazeneca (ora Vaxzevria): per i soggetti sopra i 18 anni

Janssen: per i soggetti sopra i 18 anni
 
No. La vaccinazione contro il virus che provoca il COVID-19 è un diritto riconosciuto a tutti, tuttavia il rischio di contrarre il virus e di sviluppare la malattia in forma grave non è lo stesso per tutte le persone.
Perciò, proprio per garantire la massima equità di accesso, è necessario seguire il Piano Strategico per la vaccinazione anti-COVID-19 (Piano Vaccinale) elaborato dal Ministero della Salute.
 
I dati sull'uso dei vaccini anti COVID-19 durante la gravidanza sono tuttora molto limitati, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi. In particolare, i vaccini non sono controindicati e non escludono a priori le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente esposte a rischi in caso di malattia COVID-19 grave; le donne in queste condizioni devono valutare, con i sanitari che le assistono, i potenziali benefici e rischi e la scelta deve essere fatta caso per caso.
Se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza subito dopo la vaccinazione, non c'è evidenza in favore dell'interruzione della gravidanza.
Se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può rimandare la seconda dose dopo la conclusione della gravidanza, eccezion fatta per i soggetti ad altro rischio.
 
Se sto allattando posso vaccinarmi contro il Sars-CoV-2?
Non sono disponibili dati specifici sulla sicurezza dei vaccini COVID-19 durante l'allattamento al seno, né sugli effetti dei vaccini sul bambino allattato o sulla produzione/secrezione del latte materno. Secondo quanto indicato nella scheda tecnica dei vaccini non è noto se questo sia escreto nel latte materno, tuttavia studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi. In generale, l'uso del vaccino durante l’allattamento dovrebbe essere deciso dopo aver considerato i benefici e i rischi.
Si forniscono di seguito ulteriori informazioni da alcune agenzie internazionali o da società scientifiche per potere approfondire l'argomento:
I Centers for Disease Control (CDC) statunitensi indicano che le donne che allattano al seno e fanno parte di un gruppo a cui è stato consigliato di ricevere un vaccino COVID-19 (es. gli operatori sanitari) possono scegliere di essere vaccinate.
L'American College degli Ostetrici e Ginecologi raccomanda che i vaccini COVID-19 siano offerti alle donne che allattano in base ai gruppi di priorità visto che le preoccupazioni teoriche riguardanti la sicurezza della vaccinazione non superano i potenziali benefici di ricevere il vaccino. Non è necessario evitare di iniziare o interrompere l'allattamento al seno nelle donne che ricevono un vaccino COVID-19.
Infine, secondo il documento “COVID-19: consenso inter-societario su allattamento e vaccinazione” firmato da SIN (Società Italiana di Neonatologia), SIP (Società Italiana di Pediatria), SIMP (Società Italiana di Medicina Perinatale), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), AOGOI (Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), la vaccinazione COVID-19 attualmente va giudicata come compatibile con l’allattamento.
 
Gli studi effettuati sui modelli animali non indicano che vi siano effetti dannosi sulla capacità riproduttiva associati alla vaccinazione. Pertanto la vaccinazione è indicata anche nella donna in età fertile.
I vaccini disponibili non sono al momento autorizzati per persone con età inferiore a 12 anni (Comirnaty) e 18 anni (Moderna, Vaxzevria e Janssen).
Per le segnalazioni di eventi avversi da vaccino anti covid è stato dedicato un portale specifico: www.vigicovid.it
Devono essere seguite le stesse regole dei non vaccinati. Può anche capitare che un vaccinato si infetti. 
Le strutture ospedaliere possono eseguire la vaccinazione prima della dimissione se le condizioni cliniche del soggetto lo permettono. In alternativa, compila il modulo 
 
I familiari conviventi e i caregiver dei soggetti fragili devono prenotarsi con autodichiarazione e compilare e sottoscrivere l'apposita autodichiarazione  che va presentata al momento della vaccinazione ai fini di eventuali controlli. Per maggiori informazioni Circolare Regione Veneto n. 173607 del 15 aprile 2021
 
No, un'attenta ed efficiente organizzazione dell'attività vaccinale, permette di evitare la preparazione di dosi in eccesso rispetto a quelle necessarie per la seduta. La rimanenza viene somministrata a soggetti rientranti tra le categorie al momento previste nel piano (sanitari, volontari in ambito sanitario,...)
I vaccini proteggono la persona vaccinata, ma se siamo in tanti a vaccinarci, potremmo ridurre la circolazione del virus e quindi proteggere anche le persone che non si vaccinano: la vaccinazione protegge chi si vaccina, ma contribuisce a proteggere anche la comunità in cui si vive.
Ultimo aggiornamento: 05/06/2021