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F.A.Q. orario di lavoro


 
Si ritiene utile innanzitutto riportare quanto previsto dai commi 1 e 2 dell’art. 8 del D.Lgs. 66/2003:

1. Qualora l'orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa, le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro, ai fini del recupero delle energie psico-fisiche e della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, in difetto di disciplina collettiva che preveda un intervallo a qualsivoglia titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa, anche sul posto di lavoro, tra l'inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti e la cui collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche del processo lavorativo.

Conseguentemente ai fini del rispetto del dettato normativo, il dipendente dopo 6 ore lavorative consecutive deve beneficiare, o essere messo nelle condizioni di poter beneficiare di una pausa di durata non inferiore ai 10 minuti. Pausa che deve risultare da apposita timbratura;

Rispondendo al quesito, si fa presente che nel caso esposto non si procederà alla decurtazione d’ufficio del tempo di pausa di 30 minuti. Tuttavia l’eventuale eccedenza oraria determinata da tale comportamento necessiterà del riconoscimento formale da parte del Responsabile attraverso la firma del cartellino orario.
La decurtazione d’ufficio dei 30 minuti di pausa avviene solamente al superamento delle 7,12 ore.

Infine si conferma che la pausa breve di 10 minuti, prevista dal succitato articolo 7 può essere applicata ai profili orari definiti dopo l’entrata in vigore del regolamento in quanto tale modifica necessita della dovuta valutazione e autorizzazione del Responsabile. La pausa di 10 minuti deve risultare da apposita timbratura.
L’orario giornaliero è l’orario da svolgere nella singola giornata.
Il profilo orario è l'orario settimanale utilizzato dal dipendente.
Quindi il profilo orario è l’insieme degli orari giornalieri che formano la settimana lavorativa.
 

Dipende sempre dall’articolazione oraria: un profilo orario che preveda due rientri per complessive 8 ore giornaliere e, conseguentemente, la distribuzione del restante orario sulle rimanenti tre giornate (che, matematicamente, dovrebbero essere ciascuna di 6,40 minuti), determinerà la possibilità di fruire della pausa di 10 minuti essendo l’orario superiore alle 6 ore, ma inferiore alle 7,12. Si ribadisce che la pausa deve risultare da specifica timbratura.

Innanzitutto si ritiene necessario precisare che la necessità di fermarsi oltre l'orario di lavoro non dovrebbe risultare "sistematica" perché altrimenti risulta opportuno modificare il profilo orario del dipendente.
Anche in questi casi si richiama la regola generale che prevede, nel rispetto del dettato normativo, che il dipendente dopo 6 ore lavorative consecutive deve beneficiare, o essere messo nelle condizioni per beneficiare di una pausa di durata non inferiore ai 10 minuti che deve risultare da apposita timbratura.
Si ribadisce che la detrazione d’ufficio del tempo di pausa di 30 minuti avviene solamente al superamento delle 7,12 ore. In ogni caso è facoltà del Responsabile chiedere che al proprio collaboratore non venga effettuata la decurtazione del tempo di pausa se questa non è stata fruita per effettive esigenze di servizio.
Come previsto dal Regolamento dell’orario di lavoro, il sistema informatico dedicato alla rilevazione delle presenze è programmato per riconoscere tutte le eccedenze orarie superiori ai 15 minuti.
Nei servizi per i quali è attiva la piattaforma Planner (gestione dei turni), sarà il Coordinatore ad effettuare direttamente su tale piattaforma il riconoscimento delle ore di lavoro svolte.
Nei restanti servizi sarà cura del Responsabile, al ricevimento del cartellino orario da parte dell’Ufficio Rilevazione Presenze, procedere alla conferma o alla modifica di tali eccedenze, nonché ad autorizzarne l’eventuale pagamento, mediante la sottoscrizione nell’apposito spazio previsto. Si ritiene opportuno evidenziare che è richiesta anche la firma del dipendente
In ogni caso appare opportuno richiamare tutti i responsabili a vigilare sulla necessità della preventiva autorizzazione al lavoro straordinario e sull'attenta analisi dell'orario esposto sui cartellini mensili proposti alla firma.
L’orario effettuato prima del turno NON viene considerato d’ufficio. Solo il Responsabile può provvedere al rilascio della specifica autorizzazione da consegnare all’Ufficio Rilevazione Presenze di riferimento per il relativo sblocco.
Nei servizi per i quali è attiva la piattaforma Planner (gestione dei turni), sarà il Coordinatore ad effettuare direttamente su tale piattaforma il riconoscimento delle ore di lavoro svolte.
Anche in questo caso viene valutata solo la prestazione di durata superiore ai 15 minuti.
Il secondo capoverso dell’art. 17 del “Regolamento Orario di Lavoro del Personale del Comparto” recita che “le assenze programmate ordinarie, devono essere pianificate sull’orario contrattuale”. questo significa che ogni qualvolta il dipendente programmi una assenza, la relativa causale giustificativa attribuirà il valore teorico giornaliero di 7,12 ore se operante su 5 giorni, o 6 ore se operante su 6 giorni. Quindi, considerato che il debito o credito mensile si determina sommando le differenze turno, le eccedenze e i debiti di orario, va da se che l’assenza in "giornata lunga" genererà una differenza turno negativa e un saldo mensile negativo. allo stesso modo si verificherà una differenza da turno positiva e un saldo mensile positivo se l'assenza si verificherà in "giornata corta" (differenza turno positiva).
Esempi;

 
Assenza programmata 1 gg. lungo e 1 corto orario teorico orario giornaliero orario svolto / giustificato Differenza turno
lunedì 7,12 6 6 -1,12
martedì 7,12 9 7,12 0,00
mercoledì 7,12 6 7,12 0,00
giovedì 7,12 9 9 1,48
venerdì 7,12 6 6 -1,12
totale ore 36 36 35,24 -0,36
debito 0,36







 

 

 

 

 
Assenza programmata 2 gg. lunghi orario teorico orario giornaliero orario svolto / giustificato Differenza turno
lunedì 7,12 6 6 -1,12
martedì 7,12 9 7,12 0,00
mercoledì 7,12 6 6 -1,12
giovedì 7,12 9 7,12 0,00
venerdì 7,12 6 6 -1,12
totale ore 36 36 32,24 -3,36
debito 3,36



 

 

 

 

 
Assenza programmata 2 gg. corti orario teorico orario giornaliero orario svolto Differenza turno
lunedì 7,12 6 7,12 0,00
martedì 7,12 9 9 1,48
mercoledì 7,12 6 7,12 0,00
giovedì 7,12 9 9 1,48
venerdì 7,12 6 6 -1,12
totale ore 36 36 38,24 2,24
credito 2,24


 
Il primo capoverso dell’art. 17 del “Regolamento Orario di Lavoro del Personale del Comparto” recita che “tutte le assenze improvvise dal lavoro a giornata intera del personale turnista e giornaliero, coprono l’orario id servizio programmato”. Ciò considera che ogni qualvolta il dipendente sia assente dal servizio per motivi improvvisi, la relativa causale giustificativa attribuirà il valore dell’orario dovuto nel giorno (9 ore in caso di giorno lungo, 6 in caso di giorno corto, la durata del turno in caso di personale turnista, zero ore in caso di giornata di riposo). Quindi, considerato che il debito o credito mensile si determina a seguito della compensazione tra le differenze turno, le eccedenze e i debiti di orario, va da se che la valorizzazione dell’orario di servizio previsto non genererà debiti o crediti.
Tuttavia qualora l’assenza improvvisa dovesse protrarsi per più di 15 gg, dal 16° giorno in avanti viene riconosciuto l’orario contrattuale giornaliero (7,12 o 6 ore).
L’art. 14 del Regolamento sull’orario di lavoro riporta, come previsto dalla normativa in vigore, che nelle missioni “si considera valido il tempo effettivamente lavorato (e non anche il tempo di viaggio)”.
Pertanto ogni dipendente inviato in missione dovrà procedere ad effettuare regolare timbratura di uscita dal servizio (o nessuna timbratura se la missione contempla uno spostamento per tutto il giorno). Successivamente, alla presentazione del modulo di rimborso delle spese sostenute, provvederà a fornire attestazione del tempo di missione (orario di partenza e orario di rientro) nonché il tempo di lavoro. Sarà cura dell’UOC Gestione Risorse Umane procedere al riconoscimento del tempo lavorato e, se questo è inferiore all’orario giornaliero previsto, al riconoscimento del tempo di viaggio fino alla copertura dell’orario dovuto nella giornata.
Non è in ogni caso consentito accumulare eccedenza oraria con il tempo di viaggio.

ESEMPIO 1:
Convocazione in sede regionale per riunione programmata dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
Nel caso il dipendenti si rechi al lavoro alle 8.00 ed esca alle 8.30 per recarsi in stazione timbrerà l'uscita. Compilerà il modulo richiesta rimborso spese indicando chiaramente la durata del tragitto e la durata della riunione. Ad esempio:
- ore 8.30 - 10.00 viaggio andata
- ore 10.00 - 13.00 riunione
- ore 13.00 - 14.30 viaggio di ritorno.
Le ore lavorate in questa missione saranno n. 3 (dalle 10.00 alle 13.00) ma il tempo di percorrenza per e dal luogo della riunione sarà conteggiato al fine di completare l'orario giornaliero senza tuttavia generare credito orario nel caso la missione si protragga oltre l'orario giornaliero.

ESEMPIO 2:
Convocazione in sede regionale per riunione programmata dalle 9.00 alle 10.00.
In questo caso si avrà la situazione seguente:
- ore 8.00 - 9.00 viaggio andata
- ore 9.00 - 10.00 riunione
- ore 10.00 - 11.00 viaggio di ritorno.
Le ore lavorate saranno n. 1 e l'ora di andata e ritorno saranno aggiunte a quelle lavorate per totalizzare parte dell'orario giornaliero che dovrà in ogni caso essere completato con le ore giornaliere mancanti.
Il dipendente inviato a svolgere attività in sede diversa da quella abituale, ma all’interno del territorio dell’ULSS 9, ha diritto ad utilizzare le mense aziendali o i servizi convenzionati previa presentazione del buono mensa con compartecipazione alla spesa come previsto dai CCNL di tutte le aree contrattuali (attualmente € 1,03).
 
Ultimo aggiornamento: 18/06/2018
 
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